Volkwagen in crescita le vendite – Opzioni Binarie

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In crisi il settore auto, soffrono i francesi

Investire in opzioni binarie vuol dire anche fare delle incursioni nella borsa rischiando poco ed ottenendo buoni risultati in termini di rendimento e impegno economico. Per questo è bene sapere in quale settore è meglio non puntare i risparmi. Se c’è oggi un ambito molto rischioso e in calo, in Europa, è quello delle auto. Diminuiscono le immatricolazioni e calano gli utili di numerose aziende. Le prime a soffrire sono quelle francesi che collezionano i ribassi più consistenti. Nel Vecchio Continente, dicono le ultime statistiche, resiste soltanto la Volkwagen. In crescita, invece, il settore delle auto asiatiche.

L’ultimo report dell’Aci, riferito al febbraio del 2020, parla di un crollo delle vendite di auto pari al 17,41 per cento, che si somma al -17,25% di gennaio. La ripresa, per questa porzione di mercato, si allontana sempre di più e secondo l’Automobile Club tricolore, si potrà respirare soltanto a partire dal 2020.

A fare le spese della crisi saranno soprattutto i concessionari. Ma da cosa dipende questa situazione? Benché la flessione affondi le radici in una crisi di lungo periodo, molti operatori del comparto automobilistico, attribuiscono a débacle soprattutto all’instabilità del panorama politico.

Gli investitori si aspettano adesso delle soluzioni nuove, un maggiore investimento nella ricerca, un contenimento dei prezzi che potrebbe mantenere a galla numerose aziende.

Continua la crisi dell’auto

La crisi del mercato dell’auto continua e se c’è un settore in cui non conviene proprio investire, è quello delle automotive. Almeno in Europa dove le varie nazioni devono fare i conti con un calo della produzione, con aziende che vanno avanti sempre a fatica. In Francia, ad esempio le vendite sono calate del 12 per cento in un anno.

Sperare nelle esportazioni è abbastanza utopico visto che una situazione simile a quella francese la sta vivendo anche il Giappone. A far registrare utili sotto la media ci sono molte aziende, per esempio la Ford che ha registrato un vero crollo, a differenza delle altre “consorelle” che procedono a singhiozzo. L’unica azienda che sembra tenere nel panorama europeo è la Volkwagen. In crescita, invece, le aziende asiatiche.

Il marchio Fiat, tanto per fare uno zoom sulla realtà nostrana, registra crolli molto simili alle altre aziende automobilistiche europee. Il Lingotto, nell’ultimo anno, fa così segnare una flessione dell’11,8 per cento.

Il 2020 non sembra comunque migliore, dato che il secondo mese dell’anno ha fatto segnare tantissimi ribassi nel mercato dell’auto, soprattutto in Francia, in Spagna e in Giappone. Diminuiscono le nuove immatricolazioni, anche del 12 per cento. Particolarmente penalizzate le macchine di Psa-Peugeot-Citroen e Renault. Va un po’ meglio ma non è in crescita il marchio Dacia.

Nuova leadership, Toyota guida il mercato auto

Il nuovo leader del mercato auto è Toyota, che si ritrova al vertice a seguito del dieselgate che ha coinvolto Volkswagen.

Un ottimo traguardo conseguito in questi primi nove mesi dell’anno: il gigante di Nagoya ha reso noto di aver venduto, includendo gli altri marchi del gruppo Hino e Daihatsu, 7,498 milioni di auto a livello globale (-1,5% su base annua). In questo modo, Toyota scalza Volkswagen, fermatasi a quota 7,43 milioni di vetture scontando l’effetto Dieselgate. General Motors, infine, si attesta a 7,2 milioni di unità.

I dati sono inevitabilmente collegati all’esplodere del caso sulle emissioni truccate dalla casa di Wolfsburg, che a dire il vero è emerso soltanto nella parte finale di settembre. I due produttori mostrano la stessa performance uin termini percentuali, una flessione dell’1,5%. Volkswagen sconta piuttosto la frenata delle vendite in Cina e Brasile, mentre Toyota paga la flessione del 7,8% delle vendite in Giappone. Nella prima metà dell’anno, Vw aveva venduto 5,4 milioni di auto contro i 5,02 milioni della Toyota.

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Sul fronte Volkwagen, la polemica è proseguita a seguito di una rivelazione di stampa secondo la quale già nel 2020 l’allora commissario Ue all’Ambiente, lo sloveno Janez Potocnik, aveva lanciato l’allarme a Bruxelles che le aziende produttrici di automobili stavano “giocando d’azzardo” con i test Ue sulle emissioni. Questo – rivela il Financial Times – due anni prima che le autorità Usa rivelassero i trucchi adottati dal gruppo.

Volkswagen per aggirare i vincoli alle emissioni nocive dei suoi motori diesel. Ma nonostante l’avvertimento di Potocnik la Commissione Barroso non fece nulla per porre fine agli escamotage usati dai produttori di auto. Anzi. Lasciò in vigore le regole già in atto fino al 2020.

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