La notizia della disoccupazione USA accende i mercati – i segnali gratis di oggi

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La notizia della disoccupazione USA accende i mercati – i segnali gratis di oggi

NEWS CHE MUOVONO IL MERCATO FOREX – SEGNALI GRATIS

Venti contrari hanno fatto scendere il cambio euro dollaro a 1,3596 per l’effetto combinato di NFP e Draghi. La BCE ha mantenuto lo status quo alla riunione di luglio, mentre il presidente Draghi ha usato toni accomodanti e prudenti rispetto alle prospettive economiche. In Asia la coppia ha consolidato le perdite nella fascia compresa fra 1,3600 e 1,3611.

L’EUR/USD apre la seduta europea sottotono perché, come emerge dai dati diffusi stamattina, a maggio gli ordinativi alle fabbriche in Germania si sono contratti più rapidamente del previsto (-1,7% m/m rispetto al -1,1% previsto e al 3,4% rivisto di aprile).

Oggi non ci sono molti appuntamenti in calendario, i mercati USA sono chiusi come già detto.

Gli operatori seguiranno la pubblicazione degli ordinativi alle fabbriche m/m e a/a di maggio e il PMI costruzioni e dettaglio di giugno in Germania; il PMI sulle vendite al dettaglio di giugno in Francia, Italia ed Eurozona; la produzione nel settore servizi e la produzione industriale m/m e a/a di maggio in Svezia; le immatricolazioni di nuovi veicoli di giugno nel Regno Unito.

Oggi i mercati sono piatti quindi ottima opportunità per tradare con le OPZIONI BINARIE. Usate le mie strategie e vedrete che oggi si guadagna con il trading!

Mirafiori, in Cig per la prima volta
tutti i 5400 impiegati

Sei giorni tra giugno e luglio, che si sommano alla chiusura programmata del 22 giugno e del 20 luglio in cui saranno utilizzati i permessi personali. La Cgil: “Una pessima notizia, vuol dire che anche a livello di direzione ci sono fortissimi problemi”

TORINO – Tutti i 5.400 dipendenti degli Enti Centrali di Mirafiori, la maggior parte impiegati, andranno per la prima volta in cassa integrazione ordinaria sei giorni. “E’ una pessima notizia: vuol dire che anche a livello della testa di Fiat ci sono forti problemi”, commenta Edi Lazzi, responsabile V lega Fiom.

Sono sei i giorni di cassa integrazione agli Enti centrali di Mirafiori tra giugno e luglio. Il 14, il 15 e il 21 giugno e il 12, il 13 e il 19 luglio. “Questi giorni – spiega il sindacato – si sommano a quelli già programmati del 22 giugno e del 20 luglio in cui ci sarà la chiusura dello stabilimento utilizzando i permessi personali delle lavoratrici e dei lavoratori”.

“Questa della messa in cassa integrazione degli impiegati – dice Edi Lazzi della V lega Fiom – è una cosa grave: questo vuol dire che anche a livello della “testa” di Fiat ci sono forti problemi”. “I timori riguardo all’indebolimento dell’azienda e al suo disimpegno dal nostro Paese, dopo questa decisione, – aggiunge – incominciano drammaticamente ad assumere una forma concreta. Ci auguriamo che, a fronte di questo ulteriore pesantissimo segnale, la città, le istituzioni e le forze sociali -conclude Edi Lazzi-non voltino ancora una volta lo sguardo da altre parti minimizzando ciò che sta accadendo”.

Intanto sale anche la tensione a Termini Imerese. 300 operai della ex fabbrica del Lingotto hanno bloccato l’autostrada Palermo-Catania. E sono preoccupati anche i lavoratori dello stabilimento di Cassino, che sollecitano nuovi modelli. I sindacati chiedono la conferma degli investimenti e annunciano un incontro con i vertici Fiat a giugno.

In Sicilia la situazione è sempre più difficile. Un nuovo tavolo è convocato al ministero dello Sviluppo economico per lunedì 4 giugno con Fiat, Dr Motor, sindacati, Regione Sicilia e ministero del Lavoro “Dopo ben 19 giorni di lotta – afferma il sindaco Salvatore Burrafato – la mobilitazione dei lavoratori della Fiat e dell’indotto ha portato finalmente il ministro Passera ad occuparsi direttamente di Termini Imerese. Sono molto preoccupato, è una città che rischia di esplodere”.

Il ministro Corrado Passera rassicura: “dobbiamo trovare una soluzione solida in cui i soldi pubblici vengano impiegati al meglio. Se il piano di Dr Motors può essere realizzato daremo il massimo appoggio. Abbiamo dato 15 giorni a Dr per confermare o meno la loro capacità e disponibilità ad attuare l’impegno preso. Il giorno dopo è stato convocato il tavolo. Se la risposta arriverà prima anticiperemo l’incontro”. Per il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, “una soluzione al problema dello stabilimento siciliano deve venire dal governo e da Fiat. Il sindacato non accetterà mai che Fiat possa semplicemente chiudere e licenziare”.

Analisi settimanale

Ciro Messina

FTSE MIB

Chiusura settimanale leggermente più alta della scorsa ottava. I prezzi hanno oscillato per quasi tutta la settimana nel pivot di lunedi 7 maggio. L’Indice ha recuperato i 14.000 punti con una performance del +9%.

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I migliori 5 di Venerdì: A2A +5,90%; PC +4,34%; F +4,11%; DIA +3,25%; FI +2,59%.

I pegggiori 5 di Venerdi: MS -2,83%; BPE -1,71%; ATL -1,58%; ISP -1,47%; MB -1,22%.

E’ probabile che si tenti un sano accumulo intorno ai 14.000 punti prima di tentare un nuovo allungo. Il mercato dopo la forte discesa lateralizza in un range posto tra 13.560 e 15.000 punti.

Il supporto a 13,583,71 non dovrebbe cedere per evitare un’ulteriore discesa.

La media mobile esponenziale è ancora inclinata al ribasso, mentre la parabola del SAR è ancora distante per indicare un’inversione al rialzo.

L’indicatore MACD nelle ultime due sedute ha dato un leggero segnale ed è salito sopra lo zero.

L’analisi grafica non permette di cambiare la veduta ribassista almeno fino al superamento dei 14.500 punti.

Fonte: La Repubblica

i mercati: chiusura

La fiducia dei consumatori Usa
trascina i listini in territorio positivo

L’indicatore rilevato dall’Università del Michigan è nettamente migliore delle attese. Il dato riesce a neutralizzare gli effetti negativi dello stallo politico ad Atene e del rallentamento della crescita della produzione industriale in Cina. Il differenziale di rendimento tra i Btp e i bund torna sotto quota 400 punti base

di MARCO MASCIAGA

Articolo

Ue, peggiora la recessione in Italia
“Un aggiustamento per pareggio 2020”

MILANO – Seduta in lieve rialzo per i principali listini europei con Milano che chiude la seduta in recupero dello 0,29%, Londra dello 0,57%, Francoforte dello 0,91%, mentre Parigi chiude appena sotto della parità (-0,06%). Il merito dei segni più dopo un’intera giornata in rosso è del dato sulla fiducia dei consumatori americani, salita alla metà di maggio a 77,8 punti dal 76,5 in aprile. Il dato reso noto dall’Università del Michigan è nettamente migliore delle attese degli analisti che si attendevano un rialzo a quota 76 punti dai 75,7 riportati in via preliminare trenta giorni fa. Anche Wall Street, dopo una partenza in ribasso di mezzo punto si è riportata sopra la parità: Dow Jones guadagna lo 0,3%, l’S&P 500 lo 0,5%, mentre il Nasdaq sale dello 0,6%.

Per buona parte della giornata a pesare sono state ancora una volta la Grecia e la Cina: la prima continua ad avere poche chance di formare un governo senza una nuova consultazione elettorale; la seconda ha dato nuovi segni di rallentamento della crescita. Senza contare le ricadute della debacle multimiliardaria di JPMorgan 1 sul fronte del trading dei derivati che ha posto l’accento su come anche una banca considerata particolarmente brillante sotto il profilo del risk management in questa congiuntura possa incorrere in perdite gravissime.

Lo spread Btp/bund continua a ballare intorno a quota 400 punti. Buone le notizie

venute dall’asta dei titoli di stato in programma: il tasso dei Bot annuali scende al 2,34% (-0,50 punti, assegnati 7 miliardi di euro), mentre il tasso dei trimestrali cala allo 0,865% (-0,38 punti, assegnati 3 miliardi).

Chiusura negativa per la Borsa Tokyo, che ha perso lo 0,63%. Tra i titoli, Sony ha perso il 6,43% scivolando ai minimi dal 1980 a 1.135 Yen, all’indomani della pubblicazione dei conti e dei target. Nel resto dell’Asia perde Hong Kong (-1,30%), perde Shanghai (-0,63%) e perde anche Seul (-1,43%). La colpa è ancora una volta del rallentamento cinese: in aprile, riferisce l’ufficio nazionale di statistica, l’attività delle imprese è aumentata del 9,3% contro l’11,9% di marzo. La buona notizia è che anche il tasso d’inflazione è in calo e pertanto la Banca centrale potrebbe decidere un allentamento della politica monetaria.

Sempre negli Usa i prezzi alla produzione sono calati in aprile dello 0,2% mentre la performance per la sola componente core è stata pari a un rialzo dello 0,2%. Le attese degli analisti erano per un ribasso dello 0,1% per l’indice generale e una flessione dello 0,2% per la componente core al netto di alimentari ed energetici. Su base annuale, il rialzo in aprile è stato dell’1,9%, l’incremento tendenziale minore dall’ottobre 2009. A pesare sull’andamento dell’indice sono stati nel mese i prezzi dell’energia che sono calati dell’1,4%.

Euro ancora sotto 1,30 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,2932 contro il biglietto verde, in calo da 1,2943 segnato ieri dopo la chiusura di Wall Street e ai minimi da circa tre mesi. Contro lo yen l’euro è a 103,29. Il petrolio è stabile a 97, 07 dollari al barile. Oro in calo sui mercati asiatici. Il metallo giallo perde lo 0,7% a 1.582,41 dollari.

Blitz GdF nella sede del Monte dei Paschi. Perquisite le abitazioni di Mancini, Mussari, Parlangeli, Pieri e Vigni. Tonfo del titolo

Report Settimanale

Ciro Messina

FTSE MIB

L’apertura positiva di lunedì 27/04 con Var% di 1,85 lasciava sperare in una settimana discreta o positiva delle quotazioni, rivelatasi a partire dal giorno successivo molto negative al punto da collezionare quattro giornate nere successivamente. Vari dati macro sono stati deludenti o non hanno rispettato le previsioni degli economisti. I posti di lavoro e il settore industriale non mostrano segni di ripresa decisiva. Il grafico è impostato sempre al ribasso e siamo in prossimità dei minimi di periodo.

La settimana prossima sarà condizionata molto dall’andamento delle varie situazioni politiche che interessano diversi paesi europei e intimoriscono gli investitori. In Francia è importante vedere chi vincerà il ballottaggio per la presidenza della Repubblica, la Grecia affronta le sue elezioni governative, mentre la Germania e l’Italia sono impegnate nelle elezioni amministrative locali. L’outlook in una simile circostanza sarà ancora più confuso ed è difficile prevedere l’andamento della settimana a venire. L’evidente crisi europea potrebbe peggiorare ancora in base all’esito dei risultati politici. Il rallentamento della crescita americana ha portato al crollo dei prezzi del petrolio che è sceso a 98 dollari al barile per il Wti e a 112 dollari per il Brent. Situazione che si è riflessa anche su Milano dove i titoli industriali e petroliferi hanno contribuito a trascinare il listino al ribasso. Quasi tutti gli altri indici europei hanno chiuso venerdi in ribasso così come pure quelli americani.

Il cedimento del supporto a 13.828,63 porrà le condizioni per un proseguimento al ribasso che gli orsi tenteranno di sfruttare con forte speculazione mentre sarebbe auspicabile un ritorno veloce sopra i 14.500 punti.

La SMA è ha contatto e potrebbe scatrtare già lunedi il segnale ribassista. Il MACD si avvicina alla linea dello zero e non lascia prevedere nulla di buono anche se il segnale non c’è ancora. Il SAR sappiamo che venerdì ha dato il segnale al ribasso.

Al cedimento del supporto prevediamo un proseguimento al ribasso alternato a giornate di forte rimbalzo.

Report Prima Settimana Di Maggio

Andrea Guarneri

commodities

Nel corso di questa settimana abbiamo avuto qualche avvenimento importante, ad esempio in Australia martedì mattina è stato tagliato il tasso di riferimento di 0,5%, portandolo a 3.75%, questa mossa ha indebolito il cambio Aud/Usd che si è riportato velocemente ad 1.03 ed in questa seduta di venerdì 4 maggio sta tornando in prossimità del minimo di aprile a 1.0225.

Altro fatto importante nel mese di aprile il contratto del Petrolio con scadenza giugno ha oscillato all’interno del range 100.68/105.49, in soli 5 dollari e nella prima seduta di maggio ha rotta la parte alta, andando a fare un massimo a 106.43, per poi “crollare” nelle giornate seguenti ed al momento siamo a 101.50, molto vicini ai minimi di aprile, con rottura della parte bassa del canale che vedete disegnato nel grafico.

Il rame al LME ha aperto la seduta di lunedì ad 8.500 $ ed è poi sceso nelle giornate seguenti fino ad arrivare stamattina ad 8.195 dollari, il tutto con una situazione di tensione nei prezzi nel brevissimo termine evidenziati da una backwardation tra il prezzo cash ed il 3 mesi che ha toccato i 150 dollari per ridursi a c.a. 70 oggi.

Queste osservazioni confermano la debolezza evidenziata dal comparto delle commodities nel loro insieme, rimane al momento positiva la soia all’interno del comparto agricolo, in quanto vengono confermate le inferiori semine negli Usa ed i minori raccolti in Argentina e Brasile a causa della siccità. Il prezzo ha superato i massimi del 2020.

Australia Taglio Tassi Ufficiali 3,75%

Commodities 01/05/2020

Poche ore fa in Australia è stata presa la decisione di tagliare i tassi ufficiali di ben 0.5% rispetto all’atteso 0.25% e quella che vedete nel grafico è la reazione. Nella giornata di ieri avevamo visto un massimo ad 1.0473 e dopo la decisione sui tassi che ora sono al 3.75% siamo tornati in prossimità di 1.0300.

Nel frattempo il petrolio quota tra 104 e 105 $ al barile, l’oro è al momento stabile a 1.660 $ all’oncia e le materie prime che stanno vivendo momenti di rialzo significativi sono la soia che ha fatto nuovi massimi rispetto al 2020 (per via di prospettive inferiori da qui a fine anno dell’offerta mondiale) ed il rame che sta vivendo una situazione particolare con una Backwardation vicina ai 150 $ tra il prezzo Cash ed il 3 mesi al LME, quindi una tensione nel breve periodo che ha portato ieri ad un massimo relativo ad 8.500 $, con un gap che è poi stato chiuso ed ora siamo ad 8.430, in una giornata in cui i mercati azionari europei sono chiusi ed anche la Cina ha i mercati chiusi, ma vedremo dei movimenti a partire dalle 14:30, quando inizieranno ad esserci i volumi in Usa dove verrà comunicato il dato ISM alle ore 16:00.

Spread Brent/Crude Oil

Andrea Guarneri

Commodities

In questo momento abbiamo uno spread Brent/Crude Oil di 14 $, in quanto il Brent (in nero) quota 118 $ ed il Crude Oil (in rosso) 104 $, sulla scadenza di Luglio.

La settimana scorsa è stata comunicata la notizia che la pipeline Seaway, che porta il petrolio dal Golfo del Messico ai depositi in Oklahoma, sarà invertita prima del previsto, a partire dal 17 maggio. Questo consentirà alle ingenti scorte di WTI Crude Oil di defluire verso i porti del Texas ad un costo compreso tra i 3/5 $. Il trasporto dal Texas al Nord Europa tramite petroliere aggiungerebbe al massimo un costo di 3 $.

Per questo motivo il differenziale Brent/Crude Oil dovrebbe stringersi con obiettivo verso i 6 $.

Consiglio sempre di fissare un punto d’uscita in stop loss nel caso in cui il differenziale arrivasse a 20 $ (massima perdita sull’operazione in Cfd da 500 Barili pari a 3000 dollari).

I dati Usa danno slancio alle Borse

Lo spread Btp/bund torna a quota 380

Domani e giovedì sono in programma una serie di aste di titoli di Madrid. Per molti investitori saranno il termometro più affidabile di quest’ultima fase della crisi. Il decennale spagnolo sale sopra il 6%. Stabile il differenziale di rendimento tra i titoli a 10 anni italiani e tedeschi: viaggia intorno a 378 punti. Piazza Affari parte al ribasso e poi recupera con il resto d’Europa dopo la pubblicazione dei dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti marzo. Seduta negativa sui mercati asiatici. Particolarmente pesante Tokyo: -1,74%. Dollaro in ripresa sui mercati europei dove il biglietto verde passa di mano a 1,3023 sull’euro. Listini del petrolio in calo a 102 dollari al barile dopo l’inizio incoraggiante delle trattative sul nucleare iraniano

telecomunicazioni

Moody’s taglia il rating di Nokia
dopo il calo delle vendite di cellulari

L’agenzia americana ha abbassato da Baa2 a Baa3 il giudizio sul debito a lungo termine del colosso finlandese della telefonia mobile. Determinante la flessione dei ricavi della divisione mobile (-35%) nel primo trimestre dell’anno”

MILANO – Moody’s ha tagliato il rating sul debito a lungo termine di Nokia a “Baa3” da “Baa2” e il giudizio del debito a breve a “Prime-3” da “Prime-2”. Secondo quanto comunicato dall’agenzia di rating, il downgrade avrà effetti su debito senior già collocato per circa 4 miliardi di euro. “Il taglio di un livello del rating – spiega Moody’s – è stato deciso dopo l’annuncio da parte di Nokia l’11 aprile che nel primo trimestre 2020 è stato registrato un severo calo delle vendite di cellulari (-16% rispetto a un anno fa) il che ha fatto scendere i ricavi della divisione mobile del 35% rispetto a 12 mesi prima”.

Moody’s ritiene che “le sfide strutturali che attendono il segmento mobile di Nokia non sono facili da affrontare”, e questo con particolare riguardo alla sempre maggiore concorrenza sui prodotti di bassa gamma esercitata dai produttori cinesi. “Questo calo repentino – conclude Moody’s – è di particolare preoccupazione in considerazione del fatto che il segmento è stato il principale generatore di utili core per il gruppo nel 2020, quando ha contributo per 1,5 miliardi al profitto complessivo di 1,8 miliardi”.

Nuovo tonfo a Piazza Affari

Produzione industriale a picco

18:20 13 APR 2020

(AGI) – Milano, 13 apr. – Chiude la seduta con pesanti perditePiazza Affari, con gli indici trascinati in basso dall’ondata di vendite di titoli del comparto bancario e dallo spread Btp-Bund che ha toccato quota 380 punti. Il Ftse mib ha chiuso a -3,43% a 14.359 punti. L’All share a -3,16% a 15.359 punti.
Perdite pesantissime per il comparto bancario che paga cosi’ il pessimismo sull’economia italiana con lo spread risalito a quota 380 punti. Crollano Unicredit (-6%), Mediobanca (-5%), Monte dei Paschi (-5,2%). Maglia nera a Bpm che perde l’8,1%.
Sfiducia non solo seminata dal pessimismo sui Btp nella casse delle banche italiane ma anche dai dati macroeconomici arrivati dalla Cina, con un rallentamento nel Pil, e dagli Stati Uniti, con il calo della fiducia dei consumatori.

Le vendite che non risparmiano alcun comparto: male i titoli energetici con Green power che cala del 2,4%, Enel perde il 2,4%, Eni l’1,9%, Snam il 2,5%, Saipem il 3,6%. Nel settore auto giu’ Fiat (-3,7%) che sconta anche i dati negativi sulla produzione 2020, registrato oggi come il peggior dato dal 2009. Male anche Pirelli (-2%).
Risparmiata invece dal crollo Fiat Industrial (-0,7%) dopo i dati positivi sulle vendite dell’americana Titan Machinery, azienda che vende prodotti Cnh, controllata da Fiat Industrial.
Finmeccanica e’ l’unica che guadagna (+2,5%) grazie alle indiscrezioni sempre piu’ circostanziate sull’interessamento della giapponese Hidachi per la controllata Ansaldo Breda.
Ansaldo Sts perde lo 0,6%. Fuori dal paniere principale pesanti perdite anche per i titoli dell’editoria: Mondadori (-5,2%), Rcs (-6,8%), Gruppo Espresso (-2,3%).

BORSE EUROPEE: CHIUDONO IN ROSSO, MADRID E MILANO LE PEGGIORI

Le borse europee chiudono in deciso calo una seduta dominata dai timori per le rinnovate tensioni sul debito spagnolo. Gli occhi degli investitori sono rimasti puntati sul decennale spagnolo che ha sfiorato il 6%. A pesare anche il calo della fiducia dei consumatori negli Stati Uniti e i dati sul Pil cinese che evidenziano un rallentamento nel primo trimestre.
L’Ibex di Madrid lascia sul terreno il 3,58% a 7.250,6 punti. L’Ftse 100 di Londra segna un calo dell’1,03% a quota 5.651,79 punti, il Dax 30 di Francoforte perde il 2,36% a 6.583,90 e il Cac 40 di Parigi arretra del 2,47% a 3.189,09 punti.

Le Borse europee estendono i ribassi, Madrid cade sui minimi dal marzo 2009

A metà mattina le Borse europee estendono le perdite. A trainare al ribasso è

Madrid, dove l’indice Ibex35, in calo dell’1,9%, ha raggiunto i nuovi minimi da

Segue a ruota Milano, con il Ftse Mib in contrazione dell’1,5%, Parigi -0,9%,

Francoforte -0,7%, Londra -0,5%.

Dopo la giornata positiva di ieri, gli investitori sono restii ad assumere nuovi

rischi, influenzati dal dato inferiore alle attese del Pil cinese. Le ritrovate

degli operatori si riversano sui mercati dei paesi periferici.

Nel primo trimestre del 2020 il Pil della Cina ha segnato una crescita dell’8,1%,

il tasso più basso degli ultimi tre anni, da +8,9% dei tre mesi precedenti. Il dato è

inferiore alle stime degli economisti, che in media indicavano una crescita dell’8,3%.

Non aiutano i dati provenienti dall’italia, dove la produzione di febbraio è scesa

dello 0,7% su base mensile, -2,6% su base annuale. Le previsioni degli economisti

indicavano un calo dello 0,2% su mese e del 5% su anno.
Euro in leggero calo a 1,316 euro da 1,3188 dell’apertura.

Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei titoli dei paesi periferici sono in

aumento sul secondario: quello del Btp decennale sale di 7 punti base al 5,41%,

lo spread con il Bund

è in leggero aumento a 365 punti base dai 359 della chiusura di ieri sera.

Si allarga, però, a nostro favore il differenziale con la Spagna (+41 punti base),

ai massimi dallo scorso luglio.

A Piazza Affari si accende Finmeccanica, in rialzo del 5,3% e sospesa per eccesso

di rialzo. Secondo indiscrezioni del Sole 24 Ore, starebbero progredendo

positivamente i negoziati con la giapponese Hitachi per la vendita del 50% di Ansaldo

Breda e del 29% di Ansaldo Sts quest’ultima è in rialzo dell’1,4%.

Fra le banche, prosegue la discesa di Pop.Milano, in ribasso del 3,7%. Unicredit

del 2%, Intesa -2,2%.
Debole anche Generali -1,2%.

Fiat Industrial avanza dello 0,4% dopo che uno dei suoi rivenditori americani ha

le stime sull’anno.

Scendono invece Fiat -2,6% ed Exor -2,7%.

Marcia indietro anche per StM -3%.

In calo raffinatori e industriali sui timori di nuovi possibili rincari della benzina.

Rcs ritraccia dopo i rialzi dei giorni scorsi, il titolo è in calo del 2,9%.

Fra le società medio-piccole, Prelios +1,2%, Carraro +2,9% e Conafi Prestitò +4%

che ha chiuso il 2020 annunciando un dividendo che sui prezzi di oggi riconosce un

rendimento del 9%.

Falla in una nave a Taranto
tonnellate di carburante in mare

Alcune tonnellate nel mar Grande, l’imbarcazione batte bandiera panamense. Già iniziate le operazioni di bonifica

TARANTO – Alcune tonnellate di carburante sono state sversate nel mar Grande, a Taranto, in corrispondenza del terzo sporgente del porto, da una nave battente bandiera panamense. L’incidente probabilmente è stato provocato da una falla a bordo.

In mare si è formata una chiazza di circa 800 metri quadrati. Mezzi della Capitaneria di porto, con il supporto della società Ecotaras, hanno circoscritto la zona e iniziato le operazioni di bonifica. Presente anche personale dell’Arpa, l’Agenzia regionale per l’ambiente, per le analisi del materiale sversato in mare. La nave è ormeggiata nel porto mercantile per operazioni di scarico di materiale destinato alla zona industriale

Libero Bosusco: “Una vacanza pagata”
Poi si corregge: “Volevo tranquillizzare”

La guida di trekking rilasciata nella zona del villaggio di Mohona, è già nella capitale. Era stato rapito il 14 marzo con Claudio Colangelo. Il ritorno attraverso la foresta di Raingibari. “Nessun risentimento verso i sequestratori, amo l’Orissa. Ma non sapevo come sarebbe finita”. E’ apparso molto dimagrito: “Ho avuto due volte la malaria”

dal nostro inviato PAOLO G. BRERA

Paolo Bosusco saluta i giornalisti affacciandosi al balcone della “Guest House” di Bhubaneswar (ap)

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  • India, le prime immagini di Bosusco dopo la liberazione

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    Il padre di Bosusco
    “Ora siamo tranquilli”

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    Italiani rapiti in India

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    Bosusco, le prime immagini dopo la liberazione

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    L’inviato: ”Da Bosusco solo parole di pace”

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    ”Bosusco è libero”: l’annuncio della tv indiana

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    La consegna di Bosusco al reporter indiano

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    Bosusco al Tg1: ”Sto bene, sono forte”

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    ROMA – Paolo Bosusco è libero. “Sì, finalmente, sto bene – le sue prime parole ai cronisti -. Saluto tutti quelli che mi vogliono bene, la mia famiglia, mio padre, mia sorella, cugine, zie parenti e tutti i miei amici sparsi in Italia e nel mondo. Non preoccupatevi, sapete che sono forte. Tutto è finito, va tutto bene, non c’è nessun problema”.

    La notizia è stata data dalla tv di stato indiana Ndtv e confermata telefonicamente da una persona che accompagna uno dei due mediatori impegnati durante la trattativa tra i ribelli maoisti e il governo dell’Orissa per la liberazione dei due ostaggi italiani 1 . Claudio Colangelo era stato rilasciato il 25 marzo. Il sottosegretario agli esteri Staffan De Mistura ha escluso che sia stato pagato denaro: “Quando si tratta con i guerriglieri maoisti non si parla di denaro”.

    Bosusco sarebbe stato liberato durante la notte nella foresta vicino al villaggio di Mohona, non lontano da dove era avvenuto il duplice sequestro. Il rilascio potrebbe essere avvenuto già ieri, i ribelli maoisti avrebbero nascosto la notizia con una serie di depistaggi per evitare di essere attaccati una volta privi dell’ostaggio. Un probabile diversivo è stata la richiesta, in extremis, della scarcerazione di una loro compagna, Aarti Majhi, rinchiusa da due anni nella prigione di Berhampur per coinvolgimento

    in attività sediziose.

    La Farnesina è rimasta prima in attesa di conferme dirette, poi è arrivato l’annuncio dell’ambasciatore, Giacomo Sanfelice: “Sì, fonti del governo dell’Orissa mi hanno confermato che il nostro connazionale è libero”. “E’ la notizia che aspettavamo”, il commento a caldo del ministro degli Esteri, Giulio Terzi.

    Bosusco si è dapprima intrattenuto con l’ambasciatore e il console italiani e i rappresentanti delle autorità locali dell’Orissa al primo piano della “guest house” nella capitale Bhubaneswar. Dopo quattro ore si è trasferito in un hotel, da dove partirà nel tardo pomeriggio alla volta di New Delhi, accompagnato dall’ambasciatore Sanfelice. Vestito con un’ampia tunica bianca e i capelli sciolti, è apparso visibilmente stanco mentre rispondeva a continue telefonate di amici, parenti e giornalisti dall’Italia.

    Piemontese, 54 anni, guida di trekking che per sei mesi all’anno vive e lavora a Puri, era stato rapito dai ribelli mentre accompagnava il cliente romano Claudio Colangelo in un’escursione nelle montagne dell’interno, nello stato dell’Orissa. Al termine del colloquio con le autorità, Paolo si è affacciato dal balcone della Guest House di Bhubaneswar per salutare il centinaio di giornalisti presenti. E’ apparso sorridente, sereno, e a chi gli faceva notare “oramai sei diventato famoso”, ha risposto “sì, ma non avrei voluto esserlo”.

    Il racconto di paolo Bosusco. L’intervistatore del Tg1 gli ha chiesto della sua magrezza: “E’ il risultato di 28 giorni di vacanza pagata” ha risposto Bosusco, rettificando più tardi la battuta poco felice. “Non è stata una vacanza – ha detto a Skytg24 -, ho sbagliato a fare la battuta. Ho sofferto ma meno di altre persone perché abituato a stare nella giungla, il mio primo pensiero era per la mia famiglia e quindi ho scherzato per rassicurare tutti. Sono stati giorni in cui non sapevo come andava a finire, forse la mia battuta è stata male interpretata, mi scuso per questo”.

    Ancora al Tg1 ha raccontato: “I maoisti hanno cercato di darmi il meglio che potevano, ma qualche problema c’è stato, il cibo era quello che era, e per due volte ho avuto la malaria. Ma sono abituato, per anni sono andato nella foresta da solo”. La vera difficoltà, ha sottolineato ancora Bosusco alludendo al compagno di prigionia Claudio Colangelo, “è stata quando c’erano altre persone che dipendevano da me, dopo invece è andata meglio”.

    Il papà: “Paolo, gran personaggio”. Bosusco ha quindi telefonato al padre Azelio: “Sto bene, torno presto in Italia”, gli ha detto. “Mio figlio? E’ sicuramente un grosso personaggio – ha commentato papà Azelio -. Quando arriverà vi dirò tutto. Non so se potrò impedirgli di tornare in India: è grande e non lo posso obbligare. E’ innamorato dell’India. Il suo percorso di vita è interessantissimo. Ora spero solo che arrivi presto”.

    La telefonata con Colangelo. Paolo Bosusco ha poi sentito telefonicamente anche Claudio Colangelo, ora a Rocca di Papa. I due si sono dati appuntamento nella cittadina laziale. All’ex compagno di prigionia, Bosusco ha fatto una richiesta ben precisa: “Dì a tua moglie di prepararmi una bella cenetta perché ho voglia di mangiare italiano”.

    Ora che anche Bosusco è stato rilasciato, Colangelo ha detto a Skytg24 di sentirsi “davvero libero”. “Lui è una persona gentilissima e mi ricordo la tristezza negli occhi quando ci siamo separati – racconta -. Non ho mai temuto per le nostre vite, nemmeno quando il leader dei maoisti ha minacciato un ‘passo estremo’. Io Sabyasachi Panda l’ho conosciuto, ha degli ideali ma non è un sanguinario e mi ha assicurato di non aver mai ucciso nessuno”.

    Senato, polemica sui marò. Con Bosusco libero, restano da riportare a casa, oltre a nove italiani ostaggio di bande armate in tutto il mondo (Rossella Urru, Maria Sandra Mariani, Giovanni Lo Porto e i sei membri italiani della nave ‘Enrico Ievoli’ sequestrata dai pirati il 27 dicembre scorso al largo delle coste dell’Oman), i due marò detenuti in India. Quando il sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura ha annunciato al Senato la liberazione di Bosusco, assieme all’applauso tra i banchi c’è stato qualche accenno di polemica che il presidente dell’Aula, Renato Schifani, ha riportato subito all’ordine sostenendo che sul fronte dei marò “il governo sicuramente sta lavorando” e al termine della comunicazione ha ringraziato il sottosegretario “per tutto quello che sta facendo”.

    L’ambasciatore italiano a New Delhi, Giacomo Sanfelice di Monteforte, che in questi giorni ha fatto la spola fra il Kerala, dove ha trascorso la Pasqua con i marò, e l’Orissa, a Tgcom24: “Devo ringraziare le autorità indiane per la cooperazione e per la risoluzione di questo caso non facile. Abbiamo incontrato Bosusco, sta bene e vuole tornare in Italia. Ci sono stati momenti difficili, ma la trattativa è stata condotta bene e il tutto si è concluso per il meglio. Bosusco ci ha detto subito di stare bene e di essere dispiaciuto soprattutto per aver disturbato tante persone per la sua liberazione”.

    ( 12 aprile 2020 ) © Riproduzione riservata

    Fonte: La repubblica

    Borse in leggero rimbalzo

    La Borsa di Milano rimbalza dopo cinque sedute consecutive di ribasso: l’indice Ftse Mib sale dello 0,7%. Scende il rendimento del Btp decennale al 5,58% (-8 punti base) e si restringe lo spread a 383 punti base (-11 punti base).

    In Europa, Francoforte è in rialzo dello 0,6% e Parigi dello 0,3%. Madrid sale dello 0,45%: in linea con le previsioni la produzione industriale in Spagna, scesa del 5,1% in febbraio, gli economisti si aspettavano un calo del 5%.

    L’euro recupera posizioni nei confronti del dollaro a 1,312 da 1,3108 della chiusura.

    A Piazza Affari sono partite di slancio le banche. Dopo aver perso il 23% nelle ultime sette sedute, chiuse tutte in ribasso, Unicredit rimbalza e guadagna il 3,1%.
    Intesa Sanpaolo +2,5%, Ubi Banca +2,8%, Banco Popolare +2,6%. Dopo quattro anni di giudizi negativi o cauti, il broker anglocinese ha portato la raccomandazione sulle banche europee a overweight dal precedente neutral.

    Resta al palo Generali +0,1% mentre reagiscono le altre società finanziarie come Azimut +1,3% e Mediolanum +1,2%.

    Nel segmento dei petroliferi sale Saipem +1,2% e arretra Eni -0,2%.

    Tra le utility, si riprendono A2A +1% ed Atlantia +0,9%.

    Nella seduta di ieri Fiat ha subito una brusca flessione che si è arrestata soltanto a quota 4 euro. Il quadro tecnico di breve periodo rimane quindi negativo con i principali indicatori direzionali, Macd e Parabolic Sar, che si trovano ancora in posizione short. Da un punto di vista grafico una discesa al di sotto dei 4 euro potrebbe fornire un nuovo e pericoloso segnale ribassista con un primo target a 3,92-3,90 e un secondo attorno a 3,86-3,85. Difficile per adesso ipotizzare l’inversione rialzista del trend di breve: solo il ritorno al di sopra di 4,60 euro potrebbe infatti fornire una chiara dimostrazione di forza.

    Breve analisi del

    FTSE MIB 10/04/2020

    L’Indice di casa in mattinata in forte calo, rimette in discussione il trend di breve in atto. fin quando le medie a 5 e 10 periodi saranno ben delineate il ribasso continua. Oggi si è poggiato sulla tren line partita a fine settembre e speriamo tenga. Il MACD ed altri indicatori davano il segnale già dalla scorsa settimana.

    Il mercato torna a proiettarsi verso un nuovo minimo assoluto così come da luglio scorso. L’outlook rimane per adesso negativo.

    La pressione delle vendite aumenta e le Borse europee affondano mentre s’impenna l’avversione al rischio che spinge gli investitori a buttarsi sui beni rifugio.

    A Milano l’indice Ftse Mib perde il 2,4%. Meno pesanti gli altri mercati azionari europei: Londra -1%, Parigi -1,5%, Francoforte -1,2%.

    Inverte la rotta l’euro e si svaluta nei confronti del dollaro a 1,308 da 1,311 della chiusura di ieri sera.

    Il rendimento del Btp a 10 anni sale di 10 punti base al 5,47% ed il differenziale con il Bund si allarga a 380 punti base (+10 punti base).

    In Europa scendono di più le società dell’automotive (EuroStoxx -1,6%), le banche (EuroStoxx -1,8%) e le società delle materie prime (EuroStoxx -1,9%):

    I due peggiori titoli dell’indice EuroStoxx 50 sono Unicredit e Intesa, entrambi in calo del 4%.

    Piazza Affari è zavorrata anche da Eni -2%, da Saipem -3,5% e da Tenaris -4%. Il petrolio tipo Wti tratta a 102,3 dollari il barile, in ribasso dello 0,4%.

    Cadono a Milano anche le società dell’industria, soprattutto Fiat -3,7%. Fiat Industrial -2,8%, Exor -2,8%. Pirelli è in calo del 2,2%, Prysmian del 2,5%.

    Finmeccanica è in calo del 2,8% mentre la controllata Ansaldo StS è l’unica blue chip italiana in rialzo (+0,8%):

    In discesa le compagnie assicurative: Generali -2%, Fondiaria Sai -6%, Unipol -5%.

    Telecom Italia lascia sul terreno l’1,7%. Enel perde l’1%.

    Buzzi è in ribasso del 3%.

    Tv, governo azzera il ‘beauty contest’
    frequenze messe all’asta a pacchetti

    Svolta del governo sull’assegnazione delle frequenze televisive. Non saranno concesse gratuitamente, annuncia il ministro Passera. Per lo Stato introito possibile fino a 1,2 miliardi. Mediaset ora punta a uno sconto sul canone di GOFFREDO DE MARCHIS

    L’ESPERTO INVESTIMENTI RISPONDE

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    RICERCA

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    • Tipologia

    Un parere sul mio investimento in Btp

    anna r. chiede:

    Un promotore mi ha fatto comprare Btp scadenza novembre 2020 , pagati 100,6 tasso 6% e me li ha già fatti vendere con un guadagno del 6% (ora valgono 106); però dove lo ritroverò il 6% per i prossimi 3 anni?

    L’esperto risponde:

    Un approccio razionale all’investimento non dovrebbe presupporre l’acquisto “una tantum” di singoli titoli, bensì la costruzione di un portafoglio coerente con una serie di variabili “personali” come la propensione al rischio, l’età, il reddito, lo stock di risparmio etc. etc.

    Detto questo, il 6% su un BTP 2020 è un rendimento molto elevato per un titolo con meno di tre anni di scadenza, frutto indubbiamente di un periodo storico molto particolare per il debito governativo. L’approccio della ricerca del rendimento, magari concentrato in pochissimi titoli, nondimeno è a nostro avviso molto rischioso, come insegnano eventi negativi che sovente hanno penalizzato il risparmio italiano (Parmalat, Cirio, Argentina. ).

    Non è infatti da escludere che in futuro banche considerate solide o addirittura gli stati possano essere costretti a ristrutturare il proprio debito, chiedendo un sacrificio anche agli obbligazionisti. Come difendersi? Innanzitutto non basandosi solo sul rendimento di un emissione, bensì sul rapporto rischio/rendimento dell’emittente. Una elevata diversificazione di portafoglio, è a nostro avviso la strategia migliore per affrontare periodi ad elevata volatilità cercando di contenerne il rischio complessivo

    “I soldi in nero e le auto per i figli
    Bossi era a conoscenza di tutto”

    L’interrogatorio della segretaria Nadia Dagrada fornisce nuove informazioni agli inquirenti che indagano sull’utilizzo dei rimborsi elettorali della Lega da parte del tesoriere del Carroccio Francesco Belsito. E racconta di nuove spese per la famiglia del Senatur e gli esponenti di partito del cerchio magico. Come i 130 mila euro per la laurea di Rosy Mauro di DARIO DEL PORTO e EMILIO RANDACIO

    MILANO – Il cerchio magico della Lega teneva famiglia e usava i soldi pubblici per pagarsi il dottore, le macchine, le vacanze. E gli studi: 130 mila euro per l’università privata di Renzo Bossi, il figlio del “Capo”. Altri 120 mila per la laurea della “pasionaria” Rosy Mauro e il diploma del suo compagno.

    Pergamene rilasciate all’estero, non dalle prestigiose università padane o dalla “Scuola Bosina” fondata a Varese della moglie del Senatùr, l’istituto beneficiato con centinaia di migliaia di euro accantonati dal tesoriere Francesco Belsito, l’architetto della finanza leghista, che per ottenere il via libera all’investimento in Tanzania dei fondi, sbianchetta i documenti, cancellando la parte in cui era riportato il limite di spesa, per non avere ostacoli. In tutto, secondo una prima ricostruzione dell’accusa, oltre 2 milioni di euro solo tra il 2020 e il 2020.

    “Per continuare a pagare le spese della famiglia bisognava fare ricorso al ‘nero’, cioè ad incassare liquidità senza registrazione contabile”, spiega Nadia Dagrada, segretaria amministrativa del partito, sentita come teste, mercoledì scorso, dai pm di Napoli Henry John Woodcock e di Milano Paolo Filippini.

    E ammette: “Con dolore dico che sono stati utilizzati soldi del finanziamento pubblico destinati alla Lega Nord per pagare conti e pagamenti personali in particolare della famiglia Bossi”. Il verbale della Dagrada e quello di un’altra testimone, Daniela Cantamessa (dal 2005

    segretaria particolare del leader), sono stati depositati dopo il ricorso al Tribunale del Riesame dell’avvocato Stefano Montone, legale di uno dei cinque indagati del filone napoletano.

    I SOLDI IN NERO
    Spiega Dagrada di aver appreso “anni fa che c’era il ‘nero’ che finanziava il partito. Io però – precisa – ho assistito ad un solo episodio: 20 milioni di lireo prtati da Balocchi (il predecessore di Belsito, ndr) e prelevati dall’ufficio di Bossi”.

    La teste descrive l’episodio quando i pm le chiedono di chiarire il contenuto di una delle telefonate intercettate, dove parla con Belsito delle insistenze del senatore Castelli “per vedere i conti del partito” e suggerisce al tesoriere “di riferire al capo, Umberto Bossi, vista la consistenza delle spese sostenute dalla famiglia, di non permettere a Castelli di fare questi controlli e che quindi, per poter continuare a pagare le spese della famiglia, bisognava fare ricorso al ‘nero’: come ha fatto in passato Balocchi, quando è andato nell’ufficio di Bossi ed è uscito subito dopo con delle mazzette di soldi per 20 milioni di lire. Venne da me, mi consegnò i 20 milioni di lire dicendomi di non registrarli e metterli in cassaforte che poi ci avrebbe pensato lui”.

    L’INIZIO DELLA FINE
    Dopo la malattia di Umberto Bossi, secondo Dagrada, “la situazione precipita”. È “l’inizio della fine. Si è cominciato con il primo errore consistito nel fare un contratto di consulenza a Bruxelles a Riccardo Bossi, se non ricordo male da parte dell’onorevole Speroni. Dopo di che si sono cominciate a pagare, sempre con i soldi del finanziamento pubblico, una serie di spese a vantaggio di Riccardo e degli altri familiari dell’onorevole Bossi”.

    Secondo la testimone, “quando è iniziata la gestione Belsito le cose sono mutate rispetto alla gestione Balocchi, nel senso che Belsito non aveva e non ha una gestione trasparente delle spese”.

    MEDICI, AUTO E ALTRI BENEFIT
    Racconta Dagrada che le spese per il ricovero di Umberto Bossi nel 2004, circa 100 mila euro, furono solo anticipate dalla Lega. “Poi Balocchi se li è fatti rendere da Bossi”. Altri tempi, evidentemente, perché oggi, spiega la segretaria, Belsito salderebbe “i conti dei medici sia per le cure di Bossi sia dei suoi figli”. E ancora: “Mi risulta che con i soldi pubblici sia stata comprata l’Audi A6 a Renzo Bossi e poi passata a Belsito”, aggiunge Nadia.

    “Belsito mi ha riferito di aver pagato con i soldi della Lega Nord provenienti dal finanziamento pubblico cartelle esattoriali e conti vari di Riccardo Bossi”, aggiunge. Stesso discorso per “i lavori di ristrutturazione edilizia del terrazzo dell’abitazione di Gemonio di Bossi: so che nel 2020 sono stati pagati 25 mila euro con un bonifico della Lega. E che ci sono da pagare altri 60 mila, la ditta voleva fare causa per il mancato pagamento”.

    Belsito avrebbe pagato “al segretario Bossi e alla sua famiglia, con soldi della Lega, un soggiorno estivo nel 2020 ad Alassio”, mai effettuato “perché il segretario ebbe un infortunio al braccio”.

    ROSY MAURO
    Ma nel cerchio ristretto, sottolinea Daniela Cantamessa, da oltre sette anni segretaria particolare di Bossi, “bisogna inserire anche Rosy Mauro (vicepresidente del Senato, ndr) che di fatto dopo la malattia del capo si era ‘installata’in un’abitazione attigua a quella di Bossi dalla quale non si staccava praticamente mai”.

    Anche la Mauro, secondo quanto riferito da Belsito alla Dagrada, avrebbe ricevuto denaro della Lega, ad esempio per una visita medica. Nel verbale, la segretaria parla di un “prelievo bancario dal Banco di Napoli di 29.150 franchi svizzeri a favore di Rosy Mauro”.

    LAUREE E DIPLOMI
    Belsito avrebbe riferito a Dagrada che “sono stati dati soldi in contanti a Pier Moscagiuro (nel verbale definito “amante” della Mauro, ndr), affinché pagasse le rate per le spese della scuola privata e conseguire il diploma e poi la laurea, credo ottenuti entrambi in Svizzera. Belsito mi ha detto anche di aver pagato le rate per il diploma e poi la laurea della stessa Rosy Mauro pagando con i soldi della Lega. Per quanto riferitomi da Belsito i titoli di studio sono costati circa 120 mila euro. Anche Renzo Bossi dal 2020 sta prendendo una laurea in un’università privata di Londra. So che ogni tanto va a frequentare. Chiaramente le spese sono tutte a carico della Lega, anche qui credo che il costo sia sui 130 mila euro”.

    LA SCORTA PER RENZO BOSSI
    Solo per il 2020, “undici dei ragazzi di Renzo”, sembrano essere costati 251 mila euro. I “ragazzi”, altro non sembrano essere se non la scorta privata del “Trota”. Il 7 febbraio scorso, Belsito e Dagrada tentano di mascherare le uscite dai conti della Lega, per coprire le spese della “Bossi’s family”. Ci vuole un po’ per capire il totale speso in un anno.

    Belsito ha telefonato alla Elco (probabile società di sicurezza, ndr), “così mi faccio dire quanto ci sono costati a noi come dipendenti”. Qualche ora dopo, Nadia recupera le pezze giustificative. “Sono 251 mila euro per i ragazzi, ma sono fuori gli alberghi. Quando sono tutti insieme le camere di Renzo e dei ragazzi, mi entrano in cumulo, quindi magari sono mille, duemila euro per le spese”.

    “AVVISAI BOSSI”
    Daniela Cantamessa dice di essersi sentita “offesa e delusa, come militante del partito, dalle attività gestionali di Belsito. Avevo redatto note critiche che volevo dare a Castelli affinché svolgesse un accurato controllo”, afferma davanti ai pm Woodcock e Francesco Curcio, titolari del filone napoletano con il pm Vincenzo Piscitelli. “Io stessa – racconta – avevo avvisato Bossi delle irregolarità di Belsito, o meglio della sua superficialità ed incompetenza e del fatto che Rosy Mauro era un pericolo sia politicamente sia per i suoi rapporti con la famiglia. Non nominai a Bossi la moglie perché mi sembrava indelicato”.

    LA CASSETTA SPARITA E IL RICATTO A CASTELLI
    Belsito disse a Dagrada “di aver registrato un colloquio con Bossi nel quale aveva ‘ricordato’ al segretario tutte le spese sostenute nell’interesse personale della famiglia. Belsito mi disse di voler utilizzare tale registrazione come strumento di pressione dal momento che volevano farlo fuori”. Dagrada precisa di non sapere se questa registrazione esista davvero.

    In una intercettazione del 7 febbraio invece, Nadia e Belsito, commentano l’attivismo dell’ex Guardasigilli, Roberto Castelli che dopo lo scandalo sulla Tanzania, pretende chiarezza sui conti. E, nonostante i messaggi risultino un po’ criptici, l’ex tesoriere sembra pronto a contrattaccare, documenti alla mano: “E quanto ho pagato di sua moglie dei c. e mazzi, io ho tutto scritto eh. vuoi che lo vado a portare sui giornali?”. E la Nadia concorda: “No, va beh, questa è proprio gente meschina, è gente proprio meschina”.

    ioLavoro Torino

    Torna a Torino al Palasport Olimpico, l’8 e il 9 ottobre, la fiera IoLavoro, per la quale la Provincia organizza un accompagnamento in pullman gratuito. La partenza è alle 8,00 di venerdì 8 ottobre presso il terminal della Stazione domese in Piazza Matteotti, fermata alle 8,30 allo Sportway Bimbi a Gravellona Toce. Il rientro è previsto attorno 18,00. Anche se ci si può presentare direttamente al momento della partenza, è consigliabile prenotare il posto telefonando ai Centri dell’Impiego di Domodossola, Omegna e Verbania (tel. 0324-242371, 0323-61527, 0323-407.454). > spiega Salima Avignano, referente dell’iniziativa presso il Centro per l’Impiego di Domodossola. Viene data l’opportunità di sostenere colloqui di lavoro, semplicemente ritirando all’ingresso della Fiera il ticket di prenotazione all’Infodesk dedicato. L’ingresso a IoLavoro è gratuito. Orario d’apertura dalle 10,00 alle 18,00.

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