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Contract for difference (CFD), rolling spot forex e opzioni binarie: tra rischio e scommessa!

Cosa hanno in comune questi prodotti?

La caratteristica comune dei CFD, rolling spot forex e opzioni binarie è quella di essere prodotti estremamente rischiosi. Per tale ragione, essi non sono adatti alla maggior parte degli investitori! Inoltre, tali prodotti sono anche particolarmente difficili da comprendere, in quanto il loro valore deriva dall’andamento del valore di un’altra attività (il cosiddetto “sottostante”: un’azione, una valuta, un indice finanziario, ecc..) ovvero dal verificarsi nel futuro di un evento osservabile: si parla in tal senso di “prodotti derivati“.

Quali sono le peculiarità di questi prodotti?

La particolarità dei CFD e dei rolling spot forex è che, nel corso dell’investimento, a seconda dell’andamento del sottostante, agli investitori può essere richiesto il versamento di ulteriori somme ad integrazione del capitale inizialmente investito. Il risultato dell’operazione (perdita o guadagno) può essere ben superiore all’importo versato come margine iniziale (infatti, si parla di “effetto leva” per dare l’idea dell’effetto moltiplicativo che le caratteristiche del prodotto possono realizzare sulle cifre inizialmente impegnate). Inoltre, i CFD (di frequente) e i rolling spot forex (sempre!) si basano sul valore delle valute scambiate nell’ambito del cosiddetto “Forex”. Quest’ultimo è un mercato non regolamentato: verificare la validità dei prezzi ai quali si realizzano gli scambi può risultare molto complicato per chi non è un esperto in materia!

Le opzioni binarie sono invece delle vere e proprie scommesse! Viene promesso il pagamento di un importo predeterminato se l’evento su cui si “scommette” (per esempio, che il prezzo di un’azione raggiunga un determinato livello) si verifica entro la scadenza prevista. talvolta anche dopo pochi minuti! È impossibile fare previsioni fondate in un così breve periodo di tempo. Se l’evento non si verifica, si perde tutta la somma investita!

Per tutti e tre i prodotti in questione, alla componente rischiosa si aggiunge l’opacità informativa legata ai canali di distribuzione e alle pratiche commerciali che ne promuovono la diffusione: comunicazioni pubblicitarie diffuse e fuorvianti, chiamate telefoniche ripetute e insistenti, invio massivo e non richiesto di e-mail, offerta di bonus iniziali o ricorrenti… si tratta di tecniche tese a mettere sotto pressione i risparmiatori per ottenere facili consensi!

CFD, rolling spot forex e opzioni binarie sono spesso offerti da imprese di investimento o banche comunitarie che operano in Italia sulla base dell’autorizzazione concessa dall’Autorità di vigilanza del loro Paese di origine, nonché da numerosi soggetti abusivi, ossia soggetti sprovvisti di autorizzazione ad operare nel nostro Paese, che offrono tali contratti tramite internet e che non sono sottoposti a vigilanza da parte di alcuna Autorità. I poteri della Consob nei confronti di tali soggetti sono davvero limitati! Inoltre, le eventuali controversie in materia di CFD, rolling spot forex e opzioni binarie tra clientela italiana e imprese di investimento comunitarie senza succursale in Italia non potranno essere portate davanti al nuovo Arbitro per le Controversie Finanziarie, istituito recentemente presso la Consob.

In conclusione: CFD, rolling spot forex e opzioni binarie sono prodotti estremamente rischiosi, non adatti alla maggior parte degli investitori. Se stiamo riflettendo sull’opportunità di investire in questi prodotti, accertiamoci che il soggetto offerente sia autorizzato ad operare in Italia, consultando gli appositi elenchi tenuti dalla Consob e dalla Banca d’Italia.

–>Opzioni binarie, arriva il divieto dell’ESMA –>

L’Autorità Europea degli strumenti finanziari e dei mercati vieta la commercializzazione, la distribuzione e la vendita al dettaglio delle opzioni binarie agli investitori per gli innumerevoli rischi delle stesse

–> di Fabio Pioli 10 apr 2020 ore 10:35

Di Fabio Pioli, trader professionista, presidente dell’Associazione Italiana Traders e Piccoli Risparmiatori e titolare di CFI Consulenza Finanziaria Indipendente ( www.cfionline.it )

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Qualche giorno fa è arrivato lo stop, da parte dell’ESMA (l’autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), alle opzioni binarie. Ecco le motivazioni dell’organismo legate soprattutto ai rischi cui l’investitore era esposto

LA DELIBERA DELL’ESMA

D’ora in poi non ci sarà scampo per chi era abituato a scommettere sul rialzo o il ribasso di un’azione: opzioni binarie vietate.

E’ la recente decisione dell’Autorità Europea degli strumenti finanziari e dei mercati che, seriamente preoccupata per la tutela degli investitori, da lo stop definitivo a questo strumento finanziario ritenuto complesso e privo di trasparenza.

«Per quanto riguarda le opzioni binarie, il divieto che l’ESMA rende pubblico è necessario per tutelare gli investitori, alla luce delle peculiarità di questi prodotti» spiega il Presidente dell’ESMA Steven Maijoor. E le peculiarità sfavorevoli, infatti, sono innumerevoli. Dal rendimento negativo atteso strutturale ai conflitti d’interesse tra fornitori e clienti, dalla disparità tra rendimento atteso e rischio di perdita a questioni riguardanti la commercializzazione e la distribuzione.

Insomma, chi faceva trading con le opzioni binarie andava incontro a grossi rischi dal momento che le stesse rappresentavano una bella e buona scommessa, che faceva si che una persona potesse perdere molto più di quello che si aspettava di guadagnare.

Ma prima di entrare nel dettaglio parlando dei rischi per cui l’ESMA ha deciso di abolire le opzioni binarie vediamo cosa sono nello specifico.

OPZIONI BINARIE: COSA SONO

Le opzioni binarie sono strumenti finanziari derivati. Il loro valore deriva da un altro strumento finanziario chiamato asset sottostante che può essere un’azione, una valuta, un indice o una materia prima (es. oro, petrolio, metalli preziosi etc.). Tali opzioni possono essere di tipo call o di tipo put, termini che indicano rispettivamente il diritto di acquisto e il diritto di vendita. Parliamo di opzioni binarie anche quando il prezzo si mantiene all’interno di un intervallo di prezzo oppure no, o se tocca o non tocca un certo prezzo.

Quindi cosa vuol dire fare trading con le opzioni binarie?

Sostanzialmente scommettere sull’andamento positivo o negativo dell’asset sottostante che si sceglie ma, attenzione: è necessario anche decidere un certo intervallo di tempo in cui si presume che la scommessa fatta possa verificarsi. In poche parole se si scommette che in 5 minuti l’azione salirà e, in quei 5 minuti, quanto scommesso non si verificherà, questo provocherà una perdita, in caso contrario un guadagno.

Forse il tutto spiegato in tal maniera può sembrare semplice. Ebbene non è così. Le opzioni binarie sono altamente rischiose.

LE MOTIVAZIONI DELL’ESMA NELLO SPECIFICO SUI RISCHI DELLE OPZIONI BINARIE

Perchè fare trading con le opzioni binarie equivale a giocare d’azzardo?
«Se la gente vuole giocare d’azzardo è libera di farlo. Ma investire è tutta un’altra cosa.»
Così enuncia la testata Forbes nell’articolo “Non scommettere sulle opzioni binarie” di Gordon Pope, il quale non si ferma qui sostenendo che «i siti che si rivolgono ai piccoli investitori si rivolgono in pratica agli stessi “giocatori di poker” solo che, offrendo una forma d’investimento, risultano più puri e rispettabili».

E’ chiaro che nel trading tradizionale sia necessario aspettarsi, oltre dei guadagni, anche delle perdite. Ma fare trading con le opzioni binarie significa molto più semplicemente casualità, o meglio affidarsi completamente alla Dea Bendata, esattamente come fanno coloro che entrano al Casinò. E’ vero: si possono studiare le dinamiche di mercato riguardo l’asset su cui si vuol puntare e aggiornarsi costantemente sullo stesso, ma questo non significa molto.

Una delle motivazioni per cui l’ESMA ha deciso di abolire le opzioni binarie è proprio il conflitto d’interesse tra fornitori e clienti.

Cosa vuol dire? Quale potrebbe essere il rischio?

Operando su un mercato non regolamentato e utilizzando un tipo di strumento finanziario come le opzioni binarie, il broker non ricoprirà la figura di un semplice intermediario (come avviene nei mercati regolamentati) bensì di un negoziatore in conto proprio. Questo potrebbe portare il broker a fare anche i suoi interessi mettendosi contro il piccolo investitore. Il rischio, quindi, potrebbe essere una variazione di prezzi da parte del broker che, attirato dai suoi interessi, causerebbe una o più perdite al risparmiatore. Insomma, un po’ come il concetto “il banco vince sempre”.

Ma un’altra motivazione per cui l’ESMA ha deciso di vietare le opzioni binarie è la disparità tra il rendimento atteso e il rischio di perdita.

Usiamo sempre l’esempio del Casinò.

Siamo davanti alla roulette e puntiamo sul rosso 100. E’ possibile quindi che esca rosso, nero o verde e abbiamo poco meno del 50% di probabilità di successo o di rischio di perdita. Se indoviniamo guadagniamo 100. Se non indoviniamo, perdiamo 100.

Ora passiamo alle opzioni binarie.

Puntiamo sempre 100 sul rialzo di un’azione. Come nel Casinò, anche nelle opzioni binarie abbiamo sempre il 50% di rischio di perdita e non le probabilità più alte che vengono promesse dai siti. La differenza rispetto al Casinò è che se perdiamo, perdiamo 100, se indoviniamo guadagniamo 70, in quanto il resto del guadagno va al broker.

Questo non vuol dire che sia meglio giocare al Casinò, bensì che il concetto è ugualmente rischioso e molto più sfavorevole di quanto vogliano far credere.

Vediamo ora un’altra ragione per cui l’ESMA ha deciso di abolire questo tipo di strumento finanziario: le questioni riguardanti la commercializzazione e la distribuzione delle opzioni binarie.

Possiamo dire che la strategia per avvicinare le persone a operare su questo tipo di strumento finanziario è sempre stata un po’ aggressiva poiché, ad essere sottolineati dai siti di opzioni binarie, sono sempre stati solo i vantaggi di questo tipo di trading, promettendo probabilità di guadagno più alte rispetto alle percentuali effettive.
Nessun svantaggio è mai stato messo in luce, quando in realtà il trading sulle opzioni binarie “vanta” più difetti che pregi.

Inoltre vi è un altro aspetto riguardante la distribuzione che si collega anche al problema del conflitto d’interesse tra fornitori e clienti: alcuni trader traevano profitto a far avvicinare le persone a questo tipo di trading ponendosi come promotori o segnalatori del prodotto.

La titolarità dell’analisi che qui riportiamo è dell’autore della stessa, e l’editore – che ospita questo commento – non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.

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La Consob sulle opzioni binarie

Nel nostro excursus sulle opzioni binarie, abbiamo avuto modo di paragonarle più di una volta a delle vere e proprie scommesse. Questa particolarità che fa delle opzioni binarie degli strumenti di facile uso e dal rendimento molto alto, è anche un cruccio per chi si occupa di normativa.

Una regola che d’ora in poi dovrà essere usata anche da chi propone le opzioni binarie sul mercato del trading tricolore. Cerchiamo di approfondire la questione senza troppi tecnicismi.

Il 24 marzo di quest’anno i Servizi della Commissione Europea hanno spiegato che le opzioni binarie, poiché rientrano nell’insieme dei contratti derivati regolati in contanti, possono essere definiti degli strumenti finanziari.

Il che vuol dire che le società che offrono tra i loro servizi anche l’investimento attraverso le opzioni binarie, devono essere autorizzate come imprese d’investimento, cioè come delle banche, in base a quanto stabilito dal MiFID.

Adesso, quindi, l’Autorità garante in materia d’investimenti dovrà autorizzare i broker e le imprese che “vendono” opzioni binarie.

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