Come funziona la ‘chiusura anticipata’

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Cassa integrazione: cos’è e come funziona? Guida per lavoratore e datore di lavoro

24 Marzo 2020 – 18:02

24 Marzo 2020 – 18:03

Come funziona la cassa integrazione? Vediamo cos’è la CIGO, CIGS o CIGD e quali sono le regole per accedere agli ammortizzatori sociali INPS.

Cassa integrazione: cos’è e come funziona?

Le aziende in crisi o le imprese nelle quali sono in atto processi di riorganizzazione che comportano la riduzione dell’orario di lavoro possono accedere alla cassa integrazione a copertura degli stipendi dei propri dipendenti.

Di cassa integrazione si parla molto negli ultimi tempi, considerando le gravi ripercussioni sul mondo del lavoro causate dall’emergenza coronavirus. Il Governo, con il decreto economico n. 18 del 17 marzo 2020, ha esteso l’accesso alla cassa integrazione in deroga anche alle imprese più piccole, per evitare che il problema sanitario si ripercuota sugli stipendi dei lavoratori.

Sono state inoltre semplificate le procedure d’accesso alla cassa integrazione ordinaria.

Appare quindi utile capire come funziona, chi ha diritto alla cassa integrazione e quale differenza c’è tra CIG ordinaria, straordinaria ed in deroga.

La cassa integrazione guadagni, CIG, è un ammortizzatore sociale previsto per le aziende colpite da particolari situazioni di crisi ed è finalizzata a garantire al lavoratore l’erogazione di una parte di retribuzione.

L’Inps eroga in favore dei lavoratori di aziende in fase di crisi industriale un sussidio economico a titolo di retribuzione in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

La cassa integrazione può distinguersi tra ordinaria, straordinaria e in deroga a seconda dei soggetti interessati e si differenzia dall’indennità di disoccupazione proprio perché è erogata in costanza di rapporto di lavoro e non a seguito di cessazioni involontarie dell’attività lavorativa.

Ecco cos’è la cassa integrazione guadagni, come funziona e quali sono le regole e le misure in favore dei lavoratori e dei datori di lavoro.

Cassa integrazione, novità DL cura Italia: assegno ordinario e in deroga per tutti

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Cassa integrazione: guida completa

Cassa integrazione: che cos’è e come funziona?

La cassa integrazione guadagni è un ammortizzatore sociale erogato dall’Inps in costanza di rapporto di lavoro.

Ne hanno diritto i lavoratori a seguito di una riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per motivi di crisi aziendale o di riorganizzazione interna.

Con il Jobs Act è stata estesa la platea di lavoratori beneficiari delle diverse tipologie di cassa integrazione, ovvero di:

  • cassa integrazione ordinaria – CIGO
  • cassa integrazione straordinaria – CIGS
  • cassa integrazione in deroga – CIGD

Con il Jobs Act sono stati uniformati i periodi di durata massima delle diverse tipologie di cassa integrazione, che per CIGO e CIGS è di un massimo di 36 mesi per singola unità produttiva in un quinquennio mobile.

Possono beneficiare della cassa integrazione guadagni i lavoratori che hanno maturato, al momento della richiesta all’Inps da parte del datore di lavoro, almeno 90 giorni di lavoro presso l’unità produttiva.

Chi può ricevere la cassa integrazione

Più nel dettaglio, la cassa integrazione è concessa alle seguenti categorie di soggetti:

  • Operai
  • Apprendisti assunti con l’apprendistato professionalizzante
  • Impiegati
  • Quadri
  • Lavoratori titolari di un contratto di inserimento
  • Lavoratori titolari di un contratto di solidarietà
  • Soci delle società di cooperative di produzione e lavoro.

I lavoratori che percepiscono la cassa integrazione per sospensione o riduzione dell’orario di lavoro superiore al 50% devono recarsi obbligatoriamente presso il centro per l’impiego e stipulare il Patto di Servizio Personalizzato, pena la decurtazione della cassa integrazione fino a completa decadenza.

Quali sono le differenze tra cassa integrazioni guadagni ordinaria, cassa integrazione guadagni straordinaria e cassa integrazione in deroga?

Ecco di seguito tutte le differenze e caratteristiche specifiche.

Cassa integrazione guadagni ordinaria: cos’è e come funziona la CIGO

La cassa integrazione ordinaria è l’ammortizzatore sociale che l’Inps eroga in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per situazioni dovute ad eventi non prevedibili e non causati da datore di lavoro o imprenditori.

La CIGO può essere richiesta, ad esempio, a causa di gravi danni ambientali, situazioni del mercato e tutte quelle cause di crisi e necessità di riorganizzazione interna che non sono causate da comportamenti imputabili al singolo.

La cassa integrazione ordinaria prevede il versamento al lavoratore di un’indennità pari all’80% dello stipendio che quest’ultimo avrebbe percepito qualora avesse potuto effettuare il normale orario di lavoro.

Per il calcolo dell’importo dovuto bisogna tener conto dei limiti dell’orario stabilito dai contratti collettivi (in ogni caso questo non deve superare le 40 ore settimanali) e il limite massimo mensile dell’assegno stabilito di anno in anno.

La domanda di cassa integrazione ordinaria deve essere presentata alla sede Inps dove si trova l’unità produttiva interessata dalla riduzione o sospensione dell’attività lavorativa.

Per maggiori dettagli si invita a consultare l’approfondimento dettagliato su cos’è la CIGO.

Chi può richiedere la cassa integrazione ordinaria

Le aziende che possono richiedere la cassa integrazione ordinaria sono quelle che rientrano nei settori di seguito indicati:

  • imprese industriali manifatturiere, di trasporti, estrattive, di installazione di impianti, produzione e distribuzione dell’energia, acqua e gas;
  • cooperative di produzione e lavoro che svolgano attività lavorative similari a quella degli operai delle imprese industriali, ad eccezione delle cooperative elencate dal D.P.R. 602/1970;
  • imprese dell’industria boschiva, forestale e del tabacco;
  • cooperative agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri per i soli dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato;
  • imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film e di sviluppo e stampa di pellicola cinematografica;
  • imprese industriali per la frangitura delle olive per conto terzi;
  • imprese produttrici di calcestruzzo preconfezionato;
  • imprese addette agli impianti elettrici e telefonici;
  • imprese addette all’armamento ferroviario;
  • imprese industriali degli enti pubblici, salvo il caso in cui il capitale sia interamente di proprietà pubblica;
  • imprese industriali e artigiane dell’edilizia e affini;
  • imprese industriali esercenti l’attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo;
  • imprese artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, con esclusione di quelle che svolgono strutture ed escavazione.

Quanto dura la CIGO

La cassa integrazione guadagni ordinaria è erogata per un massimo di 3 mesi, prorogabili a 12 nel caso di eventi di particolare gravità e inevitabili e può essere erogata per un massimo di 12 mesi in due anni in via non continuativa.

Cassa integrazione guadagni straordinaria, CIGS

Anche la cassa integrazione guadagni straordinaria CIGS è un ammortizzatore sociale erogato in costanza di rapporto di lavoro; viene concessa nei casi di eventi aziendali strutturali che non compromettono l’attività aziendale.

Dopo aver presentato domanda di cassa integrazione straordinaria è previsto che l’orario di lavoro venga ridotto o sospeso entro 30 giorni.

I lavoratori in cassa integrazione guadagni straordinaria hanno diritto a percepire un’integrazione dello stipendio pari all’80 per cento della retribuzione che sarebbe spettata ai lavoratori interessati per tutte le ore di lavoro non effettuate.

Quando può essere richiesta la cassa integrazione straordinaria

Possono richiedere la cassa integrazione guadagni straordinaria le aziende con più di 15 dipendenti che rientrano nelle seguenti tipologie:

  • imprese industriali, comprese quelle edili ed affini;
  • imprese artigiane che procedono alla sospensione dei lavoratori in conseguenza di sospensioni o riduzioni dell’attività dell’impresa che eserciti l’influsso gestionale prevalente, che si ha quando oltre il 50% del fatturato proviene da una sola committente;
  • imprese appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione, che subiscano una riduzione di attività in dipendenza di situazioni di difficoltà dell’azienda appaltante, che abbiano comportato per quest’ultima il ricorso al trattamento ordinario o straordinario di integrazione salariale;
  • imprese appaltatrici di servizi di pulizia, anche se costituite in forma di cooperativa, che subiscano una riduzione di attività in conseguenza della riduzione delle attività dell’azienda appaltante, che abbiano comportato per quest’ultima il ricorso al trattamento straordinario di integrazione salariale;
  • imprese dei settori ausiliari del servizio ferroviario, ovvero del comparto della produzione e della manutenzione del materiale rotabile;
  • imprese cooperative di trasformazione di prodotti agricoli e loro consorzi;
  • imprese di vigilanza;
  • imprese dell’editoria;
  • imprese del trasporto aereo e di gestione aeroportuale e società da queste derivate, nonché imprese del sistema aereoportuale;
  • partiti e movimenti politici e loro rispettive articolazioni e sezioni territoriali, nei limiti di spesa di 8,5 milioni di euro per l’anno 2020 e di 11,25 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020.

In più possono beneficiare della CIGS anche le imprese che esercitano attività commerciale, agenzie di viaggio e turismo che nel corso del semestre precedente alla domanda di cassa integrazione straordinaria hanno occupato più di 50 dipendenti.

Quando dura la CIGS

La durata complessiva della cassa integrazione straordinaria nell’arco di un quinquennio mobile è differente sulla base del motivo per cui è stata richiesta:

  • in caso di crisi aziendale e piano di risanamento per la salvaguardia occupazionale può durare fino a 12 mesi;
  • per riorganizzazione, piano di interventi e investimenti può essere fruita fino a 24 mesi;
  • per contratto di solidarietà con riduzione dell’orario di lavoro in media non superiore al 60 per cento dell’orario complessivo dei lavoratori e del 70% per singolo lavoratore ha durata fino a 24 mesi – 36 mesi.

La cassa integrazione guadagni straordinaria può essere prorogata di 12, 9 e 6 mesi se la crisi aziendale comporta la cessazione dell’attività produttiva d’impresa ma con concrete possibilità di cessione e assorbimento del personale nella nuova azienda.

La proroga della CIGS può essere concessa per ulteriori 12 mesi in caso di aree industriali di crisi complessa.

Cassa integrazione in deroga, CIGD: cos’è e quali lavoratori possono beneficiarne?

La cassa integrazione in deroga è rivolta ai lavoratori che non potrebbero accedere alla cassa integrazione altrimenti, e viene quindi concessa nel caso di aziende che operano in determinate aree regionali oppure che operano in specifici settori produttivi in base ad appositi accordi governativi.

La cassa integrazione in deroga è concessa dall’Inps in caso di piccoli imprenditori coltivatori diretti, artigiani e piccoli commercianti, imprese, cooperative sociali con lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato per i seguenti eventi:

  • eventi transitori non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori;
  • situazioni temporanee di mercato;
  • crisi aziendali;
  • processi di riorganizzazione o ristrutturazione.

Durata e importo dell’indennità seguono le stesse regole della cassa integrazione ordinaria e straordinaria. La Legge di Bilancio 2020 ha previsto che la CIGD possa essere concessa per un massimo di 12 mesi anche a lavoratori che ne hanno terminato la fruizione dal dicembre del 2020 e fino al 2020 e non hanno diritto alla Naspi.

Coronavirus, le novità sulla cassa integrazione: Cigo semplificata, Cigd anche per le imprese più piccole

Anche le piccole imprese potranno ricorrere alla cassa integrazione in deroga.

L’estensione degli ammortizzatori sociali alle aziende di dimensioni minori è una delle novità introdotte con il decreto economico del Governo volto ad affrontare l’emergenza coronavirus.

L’obiettivo è quello di evitare che il coronavirus si ripercuota sugli stipendi dei lavoratori dipendenti che si sono visti ridurre l’orario di lavoro.

Già il DL n. 9/2020, contenente le prime misure economiche per famiglie ed imprese situati nei Comuni della zona rossa, ha ampliato l’accesso alla cassa integrazione in deroga ai datori di lavoro con unità produttiva situata in tali territori o con dipendenti residenti o domiciliati nelle zone individuate.

L’estensione della zona rossa all’intero territorio nazionale ha portato alla necessità di una parallela estensione delle misure a tutela del lavoro.

Sono diverse le novità in materia di lavoro previste dal decreto economico per il coronavirus, il DL n. 18 del 17 marzo 2020. In materia di ammortizzatori sociali e cassa integrazione il DL anti Covid-19 agisce su più fronti:

  • introduzione di norme speciali in materia di cassa integrazione ordinaria;
  • trattamento ordinario di cassa integrazione per le aziende che si trovano già in CIGS;
  • nuove disposizione per la cassa integrazione in deroga.

Cassa integrazione, novità DL cura Italia: assegno ordinario e in deroga per tutti

La durata della cassa integrazione è fissata in 9 settimane, decorrenti dal 23 febbraio 2020. L’accesso alla CIGO viene notevolmente semplificato ed è stata istituite la causale unica Covid-19 nazionale per le domande.

Anche le piccole imprese escluse dalla CIGO e della CIGS potranno accedere alla cassa integrazione in deroga ed il pagamento dell’indennità al dipendente, pari all’80% della retribuzione ordinaria, sarà effettuato direttamente dall’INPS.

Sarà una procedura per fasi e abbastanza complessa quella che consentirà alle aziende di accedere alla cassa integrazione in deroga.

In primo luogo, le regioni dovranno emanare il decreto di recepimento delle norme previste dal Decreto Cura Italia.

Successivamente, le aziende dovranno presentare domanda alla regione e, una volta pubblicato l’elenco delle imprese beneficiarie degli ammortizzatori sociali, sarà necessario inoltrare domanda all’INPS.

L’accesso alla cassa integrazione in deroga sarà riconosciuto soltanto nel caso di azzeramento di ferie e permessi dei dipendenti.

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Indice dei Contenuti

Cos’è l’Estinzione Anticipata

L’estinzione anticipata di un prestito Bancoposta consiste nel rimborsare un finanziamento ancora in essere nella sua totalità. La stessa procedura vale anche per i prestiti bancari, per i quali sarà di fatti possibile richiedere l’estinzione del debito rimborsando l’ammontare della somma mancante prevista dalle rateizzazioni totali.

I motivi per i quali richiedere l’estinzione anticipata di un prestito potrebbero essere diversi, ad esempio la necessità di chiudere un finanziamento per aprirne uno nuovo, procedendo quindi all’erogazione totale della somma mancante per la chiusura del prestito in corso.

Ogni prestito personale prevede la possibilità di richiedere l’estinzione anticipata ma con alcune differenze sostanziali. Alcuni istituti di credito prevedono di fatti il pagamento di una penale laddove prevista al momento della sottoscrizione del prestito. In questo caso richiedendo l’estinzione anticipata del prestito si dovrà provvedere anche all’erogazione di una somma extra generalmente bassa.

Anche Poste Italiane, attraverso il prestito BancoPosta, prevede la possibilità di un’erogazione totale del prestito anticipata, ma attraverso quali modalità specifiche? In questo nuovo articolo cercheremo di approfondire ogni aspetto legato all’estinzione del prestito BancoPosta in modalità anticipata rispetto alle rateizzazioni previste.

Come Funziona

Come fare per richiedere l’estinzione anticipata del prestito Bancoposta? La maggior parte dei correntisti postali nutre spesso forti dubbi in merito alle relative procedure da seguito a riguardo delle pratiche necessarie per determinare una chiusa del conto.

Innanzitutto è bene precisare che l’estinzione anticipata di un finanziamento coinvolge il versamento anticipato dell’intera somma restante prevista per la restituzione del prestito.

In presenza della necessità di richiedere un nuovo finanziamento si dovrà optare per l’estinzione del precedente attraverso un’unica soluzione. La stessa procedura dovrà essere eseguita anche nel caso in cui si voglia procedere all’estinzione del finanziamento per qualsiasi altra motivazione.

Si potrà richiedere l’estinzione anticipata per tutti i prestiti personali ma di dovrà tenere conto delle eventuali penali previste all’interno del contratto stipulato in origine. Sotto la presenza della stessa si dovrà quindi erogare una spesa aggiuntiva per l’estinzione totale del finanziamento anticipato attraverso un’unica rata.

Quali procedure si dovranno seguire nel caso in cui l’estinzione del finanziamento si riferisca ad un prestito emesso da Bancoposta? Attraverso questo articolo cercheremo di approfondire insieme tutti gli aspetti legati alle procedure burocratiche che si dovranno conoscere.

Come si Richiede

I prestiti Bancoposta rappresentano sicuramente un top di gamma all’interno dei servizi messi a disposizione per i clienti di Poste Italiane. Il massimo del finanziamento erogato in questo caso tramite posta consiste in 30 mila euro da rimborsare sotto decadenza mensile suddivisi in comode rate.

Nel caso di un prestito Bancoposta il cliente avrà richiesto a Poste Italiane l’erogazione di un finanziamento approvato, andato per ciò a buon fine, suddiviso in un numero specifico di rate decise in fase di contrattazione. L’estinzione anticipata provvederà ad erogare la somma mancante prevista al termine del contratto in forma anticipata e quasi sempre concessa all’interno dei prestiti personali.

Recidere un contratto in anticipo richiederà tuttavia l’osservanza di specifiche procedure burocratiche. Il finanziamento potrà quindi essere estinto per intero oppure in forma parziale a seconda delle diverse esigente del cliente. In presenza di oltre 12 rate l’indennizzo corrisponderà all’1%, mentre sotto tale soglia si assottiglierà al 0,5%.

L’indennizzo risulterà esente dal pagamento per l’estinzione anticipata del prestito in alcuni casi quali: in presenza di un debito pari o inferiore alla somma di 10 mila euro; sotto la richiesta anticipata di un semestre precedente alla scadenza del contratto; in presenza della richiesta dell’apertura di un nuovo finanziamento Bancoposta.

Ogni prestito personale Bancoposta potrà essere richiesto in base alle diverse esigenze dei singoli, in corrispondenza del numero di rateizzazioni e dell’ammontare della somma totale. Il rimborso potrà essere suddiviso a partire da 24 fino ad 84 mesi, da 3 mila a 30 mila euro massimi.

Il finanziamento Bancoposta potrà essere richiesto presso ogni ente postale fisico in qualsiasi città, compreso il sabato mattina. Onde evitare il pagamento di un’eventuale futura richiesta di estinzione del prestito sarà possibile affidarsi ai diversi punti elencati in precedenza, evitando il corrispettivo dell’indennizzo.

Il finanziamento potrà essere ricevuto attraverso Conto Corrente BancoPosta, accredito su conto corrente bancario, Postepay Evolution, in contanti allo sportello, per i Titolari di Libretto di Risparmio Postale, in contanti per gli altri clienti per somme inferiori o pari ai 10 mila euro.

Prestito BancoPosta

Come pacchetto di punta messo a disposizione dei clienti di Poste Italiane si trova proprio il prestito BancoPosta che prevede la possibilità per i correntisti di richiedere una somma massima pari a 30 mila euro da rimborsare attraverso comode rate mensili.

Il prestito BancoPosta rappresenta un regolare contratto di credito al consumo nella forma di finanziamento personale accessibile per il consumatore ai sensi dell’art. 121, comma 1, lett. b) del D. Lgs. 1° settembre 1993, n. 385. I prestiti BancoPosta possono essere richiesti presso qualsiasi ufficio fisico, optando per importi minimi pari a mille euro, fino ad un massimo di 60 mila euro a seconda del prestito personale richiesto suddiviso in diverse categorie quali ristrutturazione casa, consolidamento, auto, prestito BancoPosta flessibile.

Il prestito BancoPosta consente inoltre di sottoscrivere un pacchetto assicurativo a garanzia del rimborso del capitale residuo in caso di eventi imprevisti, per una somma extra mensile unita alle rateizzazioni.

Al momento dell’erogazione del prestito BancoPosta il sottoscrivente potrebbe ritrovarsi nella condizione di dover richiedere un’estinzione anticipata del prestito stesso in modo tale da provvedere al rimborso totale dell’intero ammontare della somma mancante prevista dalle rateizzazioni.

Volendo optare per un’estinzione anticipata si dovranno quindi sommare tutte le rate mancanti per la risoluzione del debito procedendo ad un’unica risoluzione finale.

Poste Italiane prevede l’estinzione sia parziale che totale del prestito messo a disposizione per i propri correntisti, ma tale opzione prevederà un costo dello 0,5% o dell’1% a seconda dell’ammontare della somma da restituire.

L’indennizzo corrisponderà all’1% in presenza di un numero di rate superiori a 12 mensilità, mentre scenderà allo 0,5% in presenza di un numero di rate pari o inferiori a 12.

Lo stesso indennizzo non dovrà invece essere erogato nei casi specifici in cui il debito risulti pari o inferiore a 10 mila euro, nel momento in cui l’estinzione anticipata venga richiesta in presenza dei sei mesi precedenti alla scadenza stessa delle rateizzazioni, nel momento in cui si richieda l’estinzione del debito per avviarne uno nuovo tramite BancoPosta.

Milano, la coda al supermercato si fa online: Esselunga e Coop sperimentano nuovi metodi saltafila

Sommario di questo articolo:

Ci troviamo in una situazione anomala, faticosamente gestita anche dagli esercenti di servizi primari, tra cui i supermercati. Abbiamo ancora in mente le immagini dell’assalto alle corsie del supermarket per accaparrarsi l’ultimo pacco di pasta, sempre che non fossero penne lisce.

Non sarà mai abbastanza ripetuto il fatto che in questi giorni critici occorre stare a casa, evitando il più possibile luoghi chiusi e affollati. I supermercati italiani, seguendo le direttive del DCM 11 marzo, hanno ridotto gli ingressi a un solo membro del nucleo familiare alla volta, contingentando il numero di persone presenti all’interno dei negozi.

Esselunga e Coop sperimentano piattaforme per evitare lunghe code

È di ieri l’annuncio delle due grandi catene di supermercati: avviare delle piattaforme di prenotazione del posto in fila, evitando così lunghe code e assembramenti.
Esselunga ha già dimezzato (o azzerato) le code attraverso la app Ufirst, attiva sui punti vendita di via Feltre, Lorenteggio, viale Umbria e via Losanna. Basta scaricare la app e prenotare il posto in fila direttamente da casa.
Un sms avviserà dell’avvicinarsi dell’orario prenotato, in modo da arrivare in tempo al supermercato, mostrare la prenotazione ed entrare.

Il gruppo Coop ha invece messo a punto la piattaforma online, presente sul proprio sito, [email protected].
Le funzionalità sono le stesse, con slot di 30 minuti per prenotare il proprio posto all’interno della “fila” virtuale. Al momento di entrare basterà mostrare il codice ottenuto dopo la prenotazione, direttamente sul proprio smartphone.
Il servizio è già attivo nei supermercati di Baggio, Piazza Lodi, Bonola, Milano Arona e Milano Palmanova, registrando un grande successo.

Spesa in base al cognome, nell’Hinterland è già realtà. Come funziona

Nei comuni della provincia milanese è già attiva la spesa a turni basati sui cognomi in ordine alfabetico. Un modo per limitare le code fuori dai supermercati e per evitare le spese inutili da pochi euro, ancora troppo diffuse.

L’iniziativa è partita da Bollate lunedì 30 marzo, con il primo turno dal mattino fino alle 13 dei cognomi dalla A alla B. Il pomeriggio hanno proseguito i cittadini con le iniziali dalla C alla D. L’esperimento è riuscito perfettamente, evitando le ormai consuete code interminabili davanti ai supermercati.

Da giovedì 2 aprile il metodo è stato adottato anche da Cesano Boscone, vittima di grandi disagi legati alla spesa a causa del ridotto numero di supermercati all’interno del comune. Il sindaco, Simone Negri, ha stabilito un calendario settimanale dei turni basato sul numero di persone registrate all’anagrafe con i cognomi che iniziano per una certa lettera.
La domenica e la sera dopo le 19 gli ingressi saranno liberi, sempre seguendo le norme di sicurezza, per venire incontro alle persone che durante la settimana lavorano e a chi non ha ancora la residenza ma abita comunque nel comune.

I controlli sono effettuati con la richiesta di mostrare la carta d’identità all’uscita del supermercato ai vigili della Polizia Locale. Se il cittadino non è trovato in regola rischia una multa.

Da lunedì 6 aprile si aggiunge all’iniziativa anche il comune di Rozzano, con turni settimanali basati sui cognomi dei residenti e la giornata di domenica aperta a tutti.

Il metodo dei turni organizzato per cognome è stato approvato anche dal sindaco di Cologno Monzese, e sarà attivo dalla giornata di martedì 7 aprile.

In tutti i comuni che hanno aderito la mozione non è valida per il personale sanitario, vigili del fuoco, membri della protezione civile e forze di polizia. Queste figure, al cui interno sono compresi anche i volontari, hanno libero accesso ai supermercati, alcuni dei quali hanno attivato corsie preferenziali.

Chiusura anticipata Esselunga

Alcuni punti vendita hanno optato per la chiusura anticipata, come Esselunga, che nei giorni feriali anticipa di un’ora la chiusura, abbassando le serrande alle 20. Durante il weekend gli orari saranno per il sabato 8.30-19, mentre la domenica gli store apriranno alle 8 per chiudere alle 15.

La catena di supermercati ha anche messo a disposizione corsie speciali per il personale sanitario e i volontari impegnati negli ospedali. Basterà esibire all’ingresso il badge di riconoscimento (per i volontari oltre al badge sarà necessaria l’autorizzazione/delega dell’Ente Committente).

Nel 2020 le soluzioni per fare la spesa ci sono, specialmente per le fasce anziane della popolazione, in questo momento quelle più a rischio.

Buoni spesa e sconti extra: i supermercati aderenti

Sabato 28 marzo il Premier Conte ha fatto sapere che il Governo ha varato delle misure per tutelare le famiglie in difficoltà, tramite buoni spesa e fondi stanziati direttamente ai Comuni. Leggi il nostro articolo per avere tutti i dettagli della manovra.

Durante il suo accorato discorso, Conte chiesto ai grandi supermercati di applicare ulteriori sconti per coloro che presenteranno i buoni. Sono molte le catene che hanno aderito, vi segnaliamo le principali:

  • Il gruppo Federdistribuzione ha annunciato con una nota la sua massima adesione all’appello lanciato da Conte, applicando il 10% di sconto a chi si presenterà con i buoni spesa erogati dal Comune. Fanno parte del gruppo le aziende A&O, Bennet, Carrefour, Esselunga, Iper, Italmark, Pam, Penny Market, Prix e Unix.
  • Coop e Conad ha deciso di applicare uno sconto del 10% alla cassa per i pagamenti con i buoni spesa, oltre ad annunciare donazioni private alle famiglie in situazioni difficili.
  • Lidl applicherà degli sconti ai detentori dei buoni, come dichiarato dal Presidente Massimiliano Silvestri.
  • MD Market ha disposto, oltre agli sconti sui pagamenti con i buoni, anche 100 di credito per la spesa a tutti i suoi dipendenti.
  • Despar ha risposto all’appello tramite Pippo Cannillo, presidente del gruppo Ad Maiora Srl, che garantisce uno sconto del 10% in tutti i supermercati della società.
  • Il gruppo Selex ha deciso invece di applicare il 10% di sconto su tutti i generi alimentari e i beni di prima necessità all’interno dei propri supermercati.
  • Unicoop Firenze, cioè l’unione dei 104 punti vendita Coop in Toscana, insieme alla Fondazione Il Cuore si Scioglie, ha deciso di distribuire tramite i volontari dell’associazione 300mila euro in buoni spesa per le famiglie in difficoltà.

La spesa online: come funziona

Praticamente tutti i grandi supermercati italiani svolgono il servizio di consegna a domicilio della spesa, comodamente svolgibile da casa, evitando code, folle urlanti e borse pesanti.

Anche il più grande distributore di merce online, Amazon, ha un suo brand di prodotti, oltre a servirsi di U2 e Viaggiator Goloso. Con Amazon Now la spesa viene consegnata direttamente a casa in poche ore, includendo le spese di spedizione per chi ha il pacchetto Amazon Prime.

I grandi rivenditori stanno cercando di assistere la popolazione anziana offrendo la spesa senza costi aggiuntivi di consegna agli over 65.
Aderiscono a questa iniziativa Esselunga, Coop Lombardia e la catena di farmacie Lloyd’s.
Per saperne di più leggi il nostro articolo sulle consegne di beni non alimentari.

Il gruppo Selex fa sapere che fino al 3 aprile i residenti di tutta la Lombardia potranno ricevere la spesa a casa senza costi di consegna con un importo minimo di 30 €.

Un sistema che migliora col tempo

La grande richiesta di consegne sta mettendo a dura prova i siti internet dei distributori. Le date di consegna si fanno più lontane, e spuntano avvisi sulla disponibilità dei prodotti.

Il banner presente all’avvio del sito di un grande supermercato

Ciò però non deve spaventare: i prodotti ordinati saranno sempre e comunque freschi, e per defluire il numero di consegne a domicilio sono anche disponibili per tutti i supermercati le consegne “Clicca e vai”, dove ci si può recare esclusivamente al ritiro della merce, senza nemmeno entrare nel supermarket.

Esistono inoltre per alcuni supermercati e grandi distributori come Ikea i “locker”, cioè delle cassette di sicurezza dove i propri acquisti online vengono depositati senza limiti di orario per il ritiro. Tali cassette potranno essere aperte dall’utente tramite un codice a barre inviato via mail.

Sono poi esplosi in tempi recenti servizi come Supermercato24, che raccolgono i supermarket più vicini all’indirizzo del cliente e propongono la spesa dove i tempi di consegna sono più brevi.

Per chi non vuole rinunciare ai prodotti km 0 acquistati nelle aziende agricole, esiste Cortilia, un servizio per la spesa online dedicato a chi ama la spesa consapevole, con merce BIO e proveniente da agriturismi e allevamenti regionali.

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