Azioni Suntech Power vuole chiedere il fallimento

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Azioni: attenti ai costi misteriosi di Sky

I conti di Sky Italia non sono molto chiari e gli investitori iniziano a temere che dietro la reticenza del management nel fornire informazioni a riguardo, ci sia un buco…

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Azioni: Suntech Power vuole chiedere il fallimento

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Opzioni e azioni: attenti alle scalate “per dispetto”

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Scimdt: addio all’1% di Google

Se il presidente di Google Eric Schimdt, decide di lasciare l’1 per cento delle sue azioni sul mercato, vuol dire che qualcosa in seno all’azienda di Mountain Views sta cambiando….

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Dopo il crollo nella partita contro il Cagliari, il tecnico boemo che ha guidato la Roma in questa prima parte del campionato, è stato esonerato. Il cambio nella panchina della…

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Managing Editor: Alex Zarfati

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Opzioni binarie: in Italia le aziende sono sfiduciate

L’America per capire se l’economia sta effettivamente ripartendo, non usa soltanto indicatori oggettivi come il prodotto interno lordo, il volume delle importazioni, la bilancia commerciale e via dicendo, ma sfrutta anche il sentiment.

Il sentiment dei consumatori e delle imprese è un must in America dove l’amministrazione sa che il rilancio dell’economia deve essere sostenuto dal rilancio dei consumi. E i consumi crescono nella misura in cui la popolazione crede che l’economia andrà sempre meglio. Non è un cane che si morde la coda, né un circolo virtuoso, ma soltanto una considerazione basata su anni di analisi.

Anche in Italia si adotta una strategia simile attraverso l’analisi del sentiment delle aziende. Confcommercio, per esempio, è andata a chiedere alle imprese italiane cosa prevedono per il 2020 e il risultato non è stato molto felice.

Infatti, secondo il 42 per cento degli investitori, il 2020 sarà ancora peggiore del 2020. Una buona fetta d’imprenditori, quindi, la pensa come Draghi che ha rimandato il risveglio dell’Europa dal torpore della crisi, all’inizio dell’anno prossimo. Il 52% degli intervistati di Confcommercio ha anche detto che il 2020 sarà come l’anno scorso, non cambierà molto e quindi non andrà bene.

Soltanto il 6 per cento delle imprese, che poi rappresentano un’esigua minoranza, spera e crede che il 2020 sarà l’anno del miglioramento economico italiano.

Azioni: Suntech Power vuole chiedere il fallimento

20 Marzo, 2020
1) Borsa di Tokyo ferma per festivitа in Giappone
La Borsa di Tokyo и rimasta oggi ferma. In Giappone si celebra la festa dell’equinozio di primavera (Shunbun no hi).
Redazione Borsainside 07:53

20 marzo 2020 08:35 BRUXELLES
Forex: L’euro resta sotto pressione
L’euro resta sotto pressione. La valuta europea quota anche questa mattina al di sotto a 1,29 dollari. Sull’euro pesano i timori legati alla situazione di Cipro. Il parlamento cipriota ha votato ieri sera contro il prelievo forzoso sui depositi bancari, una misura richiesta dalla troika come condizione per attivare il piano di salvataggio del Paese. La Banca Centrale Europea ha tranquillizzato i mercati comunicando di essere pronta a fornire liquiditа a Cipro nell’ambito delle regole esistenti se ce ne sarа il bisogno. Il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha dichiarato che gli aiuti promessi al governo cipriota restano a disposizione ma che la somma di Ђ10 miliardi non verrа aumentata.
Redazione Borsainside

Il crollo dei prezzi colpisce Suntech, il leader dei pannelli solari chiede il fallimento
La Repubblica – 20 marzo 2020 08:41 PECHINO
Si potrebbe chiamare effetto boomerang. Dopo aver causato la chiusura di decine di produttori in Europa, Giappone e negli Stati Uniti, il crollo dei prezzi dei pannelli fotovoltaici ora colpisce anche i leader di mercato, i colossi cinesi che sono stati la prima causa della rivoluzione nel settore. La notizia, in qualche modo attesa dagli addetti ai lavori, riguarda la principale divisione del gruppo Suntech, la controllata cinese Wuxi Suntech, che assicura il 95% della produzione totale di Suntech Power, nonchй uno dei leader mondiali dei pannelli al silicio.
La decisione di ricorrere alla legge fallimentare, con l’obiettivo di ristrutturare il debito, nasce dal fatto che otto banche cinesi, l’8 marzo scorso, hanno presentato una petizione per chiedere l’insolvenza di Wuxi, un percorso accettato dalla societа cinese. Il debito della succursale и lievitato nell’ultimo anno a 1,14 milairdi di dollari e secondo gli istituti di credito non ci sarebbe un piano credibile per il rientro del debito. del resto, solo la settimana prima, la societа aveva ammesso di essere in difficokltа sul piano di rimborso di un bond da 541 milioni di dollari.
Difficoltа che si ripercuotono anche sul titolo della societа, quotata al listi di Wall Street: dai massimi toccati all’inizio del 2008, quasi all’apice del suo successo commerciale, a quota 90 dollari, le azioni ora quotano meno di mezzo dollaro. Suntech ha fatto sapere di aver giа raggiunto l’accordo con il 60% del gli obbligazionisti che sospenderanno, per il momento, ogni azione legale in attesa di un accordo sulla ristrutturazione del debito. “Ci stiamo impegnando a trovare una via di uscita – ha fatto sapere il direttore generale di Suntech, David King – e contiamo di presentare un piano per uscire da questa situazione difficile”.
La notizia и clamorosa perchй la dice lunga su quanto sta accadendo nel settore. Le economie di scala dei grandi produttori cinesi, unite allo sviluppo sempre piщ rapido delle tecnologie, ha portato a una guerra con i concorrenti occidentali sfociata in una guerra commerciale cui gli Stati Uniti hanno risposto con una politica di dazi alle importazioni. Una manovra simile la sta impostando anche l’Europa, dopo la richiesta da parte dei produttori del Vecchio Continente, tedeschi in primis, di imporre una tassa all’ingresso accusando i cinesi di dumping. procedimento tutora in corso.
In effetti, sono stati i produttori orientali a provocare un vero terremoto. Dal 2007 al 2020, la quota di mercato che и passata nelle mani di aziende che prima nemmeno esistevano o non erano sconosciute dagli addetti ai lavori и passata dal 9 al 26%. Fenomeno che si spiega con il fatto che il sovrapprezzo dei pannelli europei rispetto a quelli cinesi и salito nell’ultimo biennio dal 16 al 47%. Ma la crescita improvvisa ora comincia a fare vittime anche tra chi l’ha provocata.

Cipro, ecco tutti i nodi da sciogliere
Milano Finanza – 20 marzo 2020 09:00 NICOSIA
Secondo gli analisti di Exane, la situazione di Cipro mostra che il il costo della ricapitalizzazione delle banche spagnole o irlandesi difficilmente sarа mutualizzato a livello europeo. Per Nomura ora la sfida per le banche Ue и non perdere la fiducia degli investitori.
“Ieri il Parlamento Cipro ha respinto l’accordo della tassa sui depositi nonostante la proposta di rendere esenti dall’imposta i depositi sotto i 20 000 euro. Nel breve termine i mercati non dovrebbero essere presi dal panico ma la situazione aumenta la pressione sull’euro e sui rendimenti sovrani dei paesi core della zona euro”, dice Pierre Olivier Beffy, capo economista di Exane Bnp Paribas. “Per uscire dalla situazione di impasse la soluzione potrebbe essere rendere non applicabile l’imposta sui depositi fino a 100 000 euro. In tal caso il contributo da parte dei partner della zona euro o della Russia dovrebbe essere di ammontare maggiore. Inoltre vi sono voci su un probabile acquisto della Banca Popolare di Cipro da parte di una banca russa. Qualora tale situazione si concretizzasse, ciт potrebbe determinare un calo della tassa a cui dovrebbero essere soggetti i depositanti russi”.
Secondo Exane, se nei prossimi giorni non si dovesse trovare un accordo, le banche cipriote dovrebbe riaprire gli sportelli ma la Bce (Toronto: BCE.TO – notizie) non sarа in grado di sostenere gli istituti insolventi. Una situazione di questo tipo darebbe vita a controlli sul capitale e spingerebbe la Banca Centrale di Cipro a prendere denaro in prestito o a cercare finanziamenti esterni, per esempio dalla Russia.
“Appare abbastanza chiaro che si cercherа di ridurre al minimo il costo di ristrutturazione del debito per i contribuenti europei. Alla luce degli ultimi eventi continuiamo a ritenere che il default di un Paese della zona euro rappresenti il rischio principale sul lungo termine. Per quanto riguarda l’Unione Bancaria, la situazione di Cipro mostra che il il costo della ricapitalizzazione delle banche spagnole o irlandesi difficilmente sarа mutualizzato a livello europeo”, dice Beffy.
Intanto Nomura ricorda che la sfida per le banche Ue и quella di non perdere la fiducia degli investitori, anche perchи nella storia della finanza si ricordano ben pochi casi di prelievi forzosi delle dimensioni ipotizzate a Cipro. Non stupisce quindi che l’Associazione bancaria Usa abbia emesso un comunicato per precisare che “i depositi negli Stati Uniti sono garantiti fino a 250 mila dollari e mai nessun correntista ha perso i soldi in un fallimento bancario”.

Spagna cambia costituzione: prelievi dai conti possibili
di: WSI Pubblicato il 20 marzo 2020 09:37 MADRID
Il contagio e’ gia’ in atto. Mentre il ministro spagnolo dell’Economia Luis De Guindos ha proclamato in Senato che “i depositi in banca sotto i 100 mila euro sono sacri e che i risparmiatori non si devo allarmare”, la Spagna ha cambiato una norma costituzionale che consente una tassa sui depositi delle banche. Una norma prima proibita per legge, che potrebbe in caso di bisogno aprire la strada a un prelievo forzoso una tantum dai conti bancari, nella forma di una tassazione dei risparmi. Il concetto e’: se le banche vengono tassate dallo Stato, a chi faranno pagare il conto se non ai correntisti?
Per il momento lo stato sostiene che tale tassa, che gli istituti dovranno pagare allo Stato in proporzione all’entita’ dei propri depositi, “non sara’ molto piu’ alta dello 0%” e che e’ rivolta a quelle regioni che “non hanno compiuto alcuno sforzo per raccogliere entrate fiscali”.
Nel frattempo l’esecutivo in Nuova Zelanda sta valutando l’ipotesi di imporre in futuro una confisca in stile cipriota dei risparmi, per evitare un eventuale crack delle banche.
Come riporta il quotidiano spagnolo El Pais, il ministro della Pubblica Amministrazione, Cristobal Montoro ha difeso la misura, sottolineando che la sua presenza nella costituzione e’ giustificata dalla volonta’ di uniformare la pressione fiscale tra le varie regioni della nazione indebitata.
Il governo sta preparando una proposta di legge sull’ammontare che le banche dovranno versare alle casse pubbliche. Anche se una misura simile potrebbe rappresentare una violazione dei movimenti liberi di capitale in Europa, e quindi essere bloccata dalla Commissione Ue, cosi’ com’e’ strutturata lascia la porta aperta a una tassazione dei risparmi dei cittadini, che potrebbe tradursi in un imposta patrimoniale in stile cipriota.
A proposito di capitali, per scongiurare la fuga dei ricchi patrimoni russi, Cipro sta studiando il varo di un piano di emergenza che prevede il controllo dei capitali, tra cui l’imposizione di limiti sui prelievi giornalieri dai conti bancari e di un tetto alle somme di denaro che possono essere prelevate per via elettronica dal paese. Nonche’ l’introduzione di controlli di frontiera piu’ severi, nel tentativo di mettere un freno alla fuoriuscita di capitali dal paese mediterraneo.
Il tutto mentre jet carichi di denaro appartenente agli oligarchi russi stanno volando via dalla piccola isola, che con la sua crisi finanziaria ha aperto il vaso di Pandora in Europa.

Armi: colpo a riforma Obama. Il tradimento dei democratici
di: WSI Pubblicato il 20 marzo 2020 09:45 WASHINGTON
L’America fa dietrofront su fucili e pistole. La riforma sulle armi, promossa con forza da Barack Obama, perde un pezzo importante: la messa al bando dei controversi fucili d’assalto non ci sarа. Lo hanno deciso i vertici del partito democratico al termine di un aspro confronto. Cosм il provvedimento che il partito dell’asinello presenterа in Aula al Senato il mese prossimo non potrа contare su questa misura chiesta a gran voce dalle associazioni anti-armi.
La piщ delusa per questa decisione la senatrice della California, Dianne Feinstein, prima firmataria della riforma. Il bando di queste armi letali sarа contenuto solo in un emendamento, ma la scelta di non inserire questo tema nel testo base fa capire che non c’и un clima molto favorevole.
A fermare l’iniziativa и stato il capogruppo Harry Reid, senatore eletto in Arizona. Il passo indietro imposto da Reid si spiega con la preoccupazione sua e di molti democratici eletti negli Stati del West di non essere rieletti alle prossime elezioni di midterm, nel novembre 2020.
In queste realtа, anche gli elettori democratici sono fan delle armi, e non capirebbero scelte nette da parte dei propri eletti circa la limitazione del possesso anche dei controversi fucili da guerra. Reid ha detto chiaramente che un testo che contenesse questo divieto avrebbe appena 40 voti su 100 al Senato. Come dire, nasce morto. Visto che nella Camera Alta i democratici possono contare su una maggioranza di 55 voti, и chiaro che almeno 15 colleghi di partito di Obama su questo punto non la pensano come il Presidente.
Con la Camera in mano all’opposizione repubblicana, Obama per primo sa che и necessario un’intesa bipartisan se si vuole far approvare il provvedimento. Resta tuttavia ancora aperta la strada dell’emendamento: secondo la proposta di Feinstein, si dovrebbe proibire la vendita al pubblico di circa 160 fucili mitragliatori: una categoria in cui rientrano le armi tristemente famose per essere state usate nelle stragi piщ recenti, da Aurora a Newtown.

Affittasi stanza causa crisi
di: Gianluca Nicoletti Pubblicato il 20 marzo 2020 09:52 ROMA
ROMA (WSI) – Gli italiani cominciano a subaffittare parti di casa loro. E’ un segnale molto inquietante, fino ad oggi consideravamo inviolabili gli spazi in cui vivevamo, da soli o con la famiglia. Il fatto che stiamo retrocedendo rispetto alla nostra pudicizia a condividere la “tana” significa che la crisi comincia veramente a scombinare nel profondo la nostra lista delle prioritа.
La necessitа diffusa di inventarsi come affittacamere, come supporto a budget familiari traballanti, si legge chiaramente negli oltre 800 mila annunci attraverso cui ogni giorno offrono una porzione della propria casa: solo nell’ultimo anno sono il 14 per cento in piщ, il 26,5 per cento in piщ negli ultimi due. Secondo l’analisi di Immobiliare.it gli italiani hanno bisogno di fare cassa e per riuscirci, stanno rinunciando persino alla loro privacy casalinga. Se prima veniva messo in locazione l’intero appartamento, da dividere magari tra piщ studenti o lavoratori, oggi il 26 per cento delle offerte di affitto и rappresentato da singole stanze all’interno dell’abitazione del proprietario.
E’ uno scenario quasi da “Poveri ma belli”, in cui era normale che in una famiglia si subaffittasse il letto del figlio a una guardia notturna che lo usava per dormire di giorno. Avevamo oramai dato per acquisito che si poteva pure stringere la cinghia, ma una volta chiusa la porta di casa, almeno in quel nostro ultimo ridotto, avremmo potuto sentirci tranquilli. Invece non и piщ cosм, la riservatezza dei nostri spazi piщ privati и la prima grande conquista, quando il benessere attraversa la societа.
L’obbligo alla promiscuitа и sempre il vero sinonimo di un forte disagio comune. Riporta alla memoria tempi difficili, racconti di anziani di quando c’era la guerra e la fame. Rievoca lo spettro antico degli anni in cui si dormiva tutti in una stanza e il resto si affittava per tirare avanti.

Chiesa ortodossa di Cipro dona tutti i suoi beni allo Stato
di: WSI Pubblicato il 20 marzo 2020 10:00 NICOSIA
Per il suo spirito caritatevole e generosita’ dimostrata nei pochi giorni dal suo insediamento, il nuovo Papa argentino, Francesco, si e’ gia’ guadagnato l’apprezzamento di oltre l’80% degli italiani e ben il 61% dei non fedeli (sondaggio Demopolis).
Ma per fare veramente il bene del paese, dovrebbe prendere esempio dall’iniziativa senza precedenti intrapresa dal suo omologo dell’influente Chiesa ortodossa cipriota.
L’arcivescovo Chrysostomos II ha annunciato che tutti i beni della Chiesa saranno messi a disposizione dell’isola per aiutarla a uscire dalla crisi finanziaria drammatica in cui e’ finita e per superare il momento di stallo in cui Nicosia e’ precipitata.
Premesso che non sara’ una donazione a fondo perduto ma la somma dovra’ essere restituita, resta comunque una scelta encomiabile.
Il presidente Nicos Anastasiades ha ricevuto oggi la notizia, secondo cui la Chiesa prestera’ i suoi asset per investire in bond governativi.
La Chiesa dispone di una ricchezza considerevole, che comprende azioni in banca e diverse proprieta’ immobiliari. Il rifiuto del prelievo forzoso da parte del Parlamento ha messo in dubbio il futuro degli aiuti internazionali al piccolo stato che rischia di far partire un effetto domino in tutta Europa.
Cipro ha bisogno di rimpinguare le casse statali di 15,8 miliardi di euro se vuole impedire il collasso del sistema bancario e scongiurare un default sul debito che porterebbe inevitabilmente all’uscita dall’area della moneta unica. Un evento che creerebbe un pericolosissimo precedente in Eurozona.

Mercoledм 20 Marzo 2020 . Mercoledм 20 Marzo 2020 . Mercoledм 20 Marzo 2020
. Giappone – Edizione Tokyo . Cina – Edizione Pechino . Rep. Singapore – Edizione Singapore .

Torna paura Cina: stessi sintomi degli Usa nel 2008
di: WSI Pubblicato il 20 marzo 2020 11:11 NEW YORK
ROMA (WSI) – La Cina torna a fare paura. Se nel 2020 gli economisti temevano un rallentamento dell’economia della potenza asiatica piщ forte del previsto, adesso evidenziano i pericoli secondo cui potrebbe ancora deragliare. Con i prezzi degli immobili alle stelle, il rallentamento della crescita del Prodotto interno lordo e il ricorso al mercato del credito, c’и chi si и messo in allerta.
Secondo l’ultima indagine mensile condotta da Bank of America Merrill Lynch il numero di gestori di fondi che ha una posizione di sovrappeso sulle azioni dei Paesi emergenti si ridotta dal 43% al 34% nel mese di marzo proprio a causa del ritorno dei timori su una brusca flessione in Cina. In particolare la percentuale di chi ritiene plausibile una frenata и salita dal 10% al 18% in questo mese.
Lo spaccato emerso dal sondaggio di Bank of America Merrill Lynch si ritrova anche in uno studio pubblicato dalla casa di investimento giapponese, Nomura, secondo cui l’economia cinese sta evidenziando gli stessi sintomi che hanno innescato la crisi finanziaria del 2008.
Nel report il broker cita il rapido accumulo della leverage finanziaria, unito al calo della crescita economica potenziale e il livello dei prezzi degli immobili elevato.
Non и un caso se dopo un inizio anno positivo, la Borsa cinese ha registrato un calo di oltre il 6% nell’ultimo mese. Per gli analisti tecnici la fase ribassista non и ancora finita: si aspettano infatti una correzione ulteriore fino al 15% per l’indice Shanghai Composite nei prossimi due mesi.

Svezia: “и l’Italia il vero pericolo, altro che Cipro”
di: WSI Pubblicato il 20 marzo 2020 11:26 STOCCOLMA
Investitori di tutto il mondo con il fiato sospeso, massima attenzione al caso Cipro dopo il no del Parlamento di Nicosia al bailout e soprattutto alle condizioni a esso legate, ovvero al prelievo forzoso sui conti correnti.
Ma la piccola isola di Cipro и davvero diventata il vero problema per l’Europa? Non si starа esagerando? L’interrogativo lo pone il il ministro delle finanze svedese Anders Borg: importante ricordare che la Svezia non fa parte dell’euro.
“E’ importante capire quanto sia profonda la crisi europea”, ha detto durante una conferenza a Stoccolma, secondo quanto riporta Dow Jones. Secondo Borg le condizioni in cui versano la Spagna e Cipro sono sicuramente preoccupanti; tuttavia, sono sicuramente meno gravi dell’Italia, che deve ancora formare un governo.
Di conseguenza l’Italia rappresenta il “maggiore fattore di rischio” per l’intera Eurozona. Indirettamente Borg ha invece ridimensionato il caso Cipro, affermando i problemi sono simili a quelli che sono stati superati da paesi come Islanda e Lettonia.
Peraltro vista dimensione ridotta dell’isola, il bailout sarebbe “problema limitato”. Piщ che altro questa vicenda non fa altro che avallare, secondo le stesse parole di Borg, lo scetticismo di Stoccolma a partecipare all’Unione bancaria a cui puntano gli altri paesi Ue.

20 Marzo, 2020
2) Borse Asia-Pacifico: Shanghai +2,7%, Hong Kong +1%
Eccetto Shanghai e Hong Kong le principali borse della regione Asia-Pacifico hanno chiuso oggi in ribasso.

Lo Shanghai Composite ha guadagnato il 2,7% a 2.317,38 punti. L’indice della Banca Centrale della Cina relativo alla fiducia delle imprese и aumentato del 7,6%. Tra i bancari Industrial and Commercial Bank (CN000A0LB42) ha guadagnato il 2,2%, Shanghai Pudong Development Bank (CN0009282731) il 5,1% e Minsheng Banking Corp (CN0005910772) il 5,7%. Secondo quanto riporta il quotidiano “21st Century Business Herald” l’organo che vigila sul settore bancario cinese starebbe considerando di cambiare il metodo di calcolo del rapporto tra prestiti e depositi per ottimizzare l’allocazione del capitale e migliorare la gestione dei rischi. Nel settore del brokeraggio Citic Securities (CNE000001DB6) ha guadagnato il 6,2% e Haitong Securities (CNE000000CK1) il 6,9%. Il “China Securities Journal” scrive che le autoritа di borsa cinesi hanno cancellato il limite di un capitale di CNY 500.000 per gli investitori che vogliono iniziare le vendite allo scoperto e l’attivitа di margin trading.
FAW Car (CN0009095802) ha chiuso in rialzo del 10%. Secondo quanto riporta l’agenzia stampa “Xinhua” alcune province cinesi e altri enti governativi avrebbero ordinato massivamente veicoli del modello Hongqi H7.

Tra gli altri indici della regione l’Hang Seng a Hong Kong ha guadagnato l’1%. L’S&P/ASX 200 a Sydney ha perso lo 0,4%, il Kospi a Seul l’1%, il Taiex a Taipei lo 0,5% e il FTSE Straits Times a Singapore lo 0,6%.
Redazione Borsainside 11:30

Slovenia, la nuova Cipro?
di: WSI Pubblicato il 20 marzo 2020 14:32 NEW YORK
NEW YORK (WSI) – Fino a pochi anni fa era una delle economie modello della ‘nuova’ Europa che avanza. Negli ultimi tempi si e’ trovata tuttavia a dovere fare i conti con una crisi economica e finanziaria di crescente entita’. Cosi’ la Slovenia rischia di diventare la nuova Grecia o il nuovo Cipro – visti gli ultimi sviluppi – dell’Eurozona.
Il parlamento sloveno si appresta a dare l’incarico a un nuovo esecutivo, il cui obiettivo principale sara’ quello di mettere in ordine i conti del sistema bancario in estrema difficolta’.
Se non dovesse riuscirci, incontrera’ lo stesso destino della Grecia e – piu’ di recente – di Cipro, vedendosi costretta a ricorrere agli aiuti internazionali.
La coalizione della premier Alenka Bratusek puo’ contare su 47 seggi nel Parlamento composto da 90 posti. Questo dovrebbe consentirgli di superare – anche se di misura – il primo test, quello del voto di fiducia.
Bratusek ha gia’ fatto sapere che si impegnera’ a prolungare l’operazione da 4 miliardi di euro volta a ricapitalizzare le banche, un piano gia’ previsto dall’amministrazione precedente guidata da Janez Jansa.
“Anche se il governo vuole ricapitalizzare le banche e consolidare le finanze pubbliche, non e’ ancora ben chiaro come lo faranno”, ha spiegato a Bloomberg in una email Igor Masten, professore di economia alla Ljubljana Economics University.
Sul versante economico, l’anno scorso il Pil ha accusato una contrazione del 2,3% a causa di un forte calo della domanda interna e di un rallentamento delle esportazioni. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 9,6% della popolazione attiva.
Da quando a febbraio l’agenzia Standard & Poor’s ha ridotto il rating sovrano da A ad A-, dando al paese prospettive stabili, il mercato dei titoli di stato e’ finito sotto osservazione. I tassi sul debito decennale sloveno sono in prossimita’ del 5%. Il 27 febbraio, con la crisi di governo al suo apice, ha toccato i massimi del 2020, pari al 5,3482%.
In ottobre il governo uscente e’ riuscito a emettere il primo titolo pubblico in 19 mesi, ma fino a quando ancora Ljubiana riuscira’ ad avere accesso ai mercati resta un grosso punto interrogativo.

20 marzo 2020 15:20 LONDRA
Crisi: Il governo britannico dimezza le previsioni di crescita
Il governo britannico ha dimezzato le sue previsioni di crescita per il 2020. Il ministro delle Finanze, George Osborne, prevede ora per quest’anno un aumento del PIL dello 0,6% contro il +1,2% previsto in precedenza. Nonostante la debolezza dell’economia Osborne non si attende una nuova recessione. Nel quarto trimestre del 2020 il PIL del Regno Unito era calato dello 0,3%. Se la stima di Osborne dovesse essere esatta l’economia britannica non dovrebbe calare nel corrente trimestre. Gli economisti parlano infatti di “recessione tecnica” quando il PIL di un Paese si contrae per due trimestri consecutivi. Osborne continua ad attendersi che l’economia britannica riacquisterа forza nel 2020. Le previsioni per il prossimo anno sono state tagliate solo leggermente, da +2% a +1,8%. Per quanto riguarda i conti pubblici il rapporto deficit/PIL dovrebbe essere nel 2020 pari al 7,4% per scendere nel 2020 al 6,8%. Per il 2020 Osborne prevede un deficit al 2,2%.
Redazione Borsainside

Germania: “banche cipriote potrebbero non riaprire mai piщ”
di: WSI Pubblicato il 20 marzo 2020 15:42 BERLINO
Il caso Cipro rischia di provocare gravi conseguenze e di tradursi in un vero e proprio sequestro dei conti correnti.
Dopo la decisione del Parlamento di Nicosia di bocciare con 36 voti contrari e 19 astensioni il bailout condizionato al prelievo forzoso sui depositi bancari, toni da ricatto o minacce arrivano dalla Germania.
Tra questi, quello che fa accapponare di piщ la pelle, ovvero quello secondo cui le banche cipriote rischiano di non riaprire piщ, stando a quanto scrive Nbc News.
La dichiarazione sarebbe arrivata dallo stesso ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble, stando a quanto riportato da un report della BBC.
I principali istituti di credito ciprioti saranno “insolventi in assenza di fondi di emergenza”, ha detto il ministro, criticando la decisione del Parlamento di Nicosia di rifiutare il piano di salvataggio e lasciando intendere in questo modo che i risparmiatori potrebbero perdere tutti i loro soldi in assenza di un accordo con le autoritа europee.
Intanto i media greci parlano di un accordo con cui la banca Cyprus Popular Bank sarebbe stata venduta agli investitori russi, ma il governo di Cipro, stando a quanto riporta Reuters, ha negato una tale indiscrezione.

P.A.: Cgia Mestre, un fallimento su tre causato da ritardo pagamenti
ASCA – 20 marzo 2020 16:02 ROMA
(ASCA) – Roma, 20 mar – Secondo una stima della Cgia di Mestre, e’ verosimile ritenere che nel 2020 un fallimento su tre sia stato causato dai ritardi nei pagamenti. Delle 12.463 imprese italiane che hanno chiuso per fallimento, per poco piu’ di 3.800 (pari al 31% del totale) la causa principale e’ da imputare all’impossibilita’ di incassare – sia da committenti pubblici, sia da committenti privati – le proprie spettanze in tempi ragionevoli. La Cgia precisa che tale incidenza e’ stata definita dopo aver appreso da Intrum Justitia che la percentuale di aziende che nell’UE sono fallite a causa dei ritardati pagamenti e’ pari al 25% del totale. Tenendo conto che in Italia la situazione e’ ben piu’ grave che nel resto d’Europa, e’ molto probabile che la quota di chiusure dovute all’impossibilita’ di incassare in tempi ragionevoli le fatture emesse si attesti attorno al 30% del totale. ”E’ evidente che per invertire questa situazione bisogna innanzitutto sbloccare gli oltre 70 miliardi di euro che le aziende private attendono dalla Pubblica amministrazione – commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre -. In secondo luogo ,bisogna rispettare le disposizioni previste dal decreto che ha recepito la Direttiva europea contro il ritardo nei pagamenti, entrato in vigore lo scorso 1* gennaio. La mancanza di liquidita’ che attanaglia le imprese sta facendo crescere il numero degli ‘sfiduciati’, ovvero di quegli imprenditori che hanno deciso, nonostante i grossi problemi che si sono accumulati in questi ultimi anni, di non ricorrere all’aiuto di una banca. E’ un segnale preoccupante che rischia di indurre molte aziende a rivolgersi a forme illegali di accesso al credito, con il pericolo che cio’ dia luogo ad un aumento dell’usura e del numero di infiltrazioni malavitose nel nostro sistema economico”.

Cipro: Medvedev, tutti gli errori possibili sono gia’ stati fatti
ASCA – 20 marzo 2020 17:21 MOSCA
ASCA-AFP) – Mosca, 20 mar – Tutti gli errori possibili sono gia’ stati fatti. Cosi (NasdaqGM: COSI – notizie) ‘ il primo ministro russo, Dimitri Medvedev, ha descritto la gestione della crisi finanziaria cipriota. ”Mi sembra che tutti gli errori possibili in questa situazione siano gia’ stati fatti”, ha detto Medvedev in un’intervista citata dall’agenzia di stampa Interfax, aggiungendo la speranza che la soluzione adottata non ”danneggi i nostri rapporti con la Ue”.

Mercoledм 20 Marzo 2020 . Mercoledм 20 Marzo 2020 . Mercoledм 20 Marzo 2020
. Germania – Edizione Berlino . Regno Unito – Edizione Londra . Francia – Edizione Parigi .

20 Marzo, 2020
3) Piazza Affari rimbalza, vola BPM, scende Fiat
Dopo tre sedute negative di fila la Borsa di Milano ha chiuso oggi in deciso rialzo. Il FTSE MIB ha guadagnato il 2,2% a 16.015,98 punti. Il parlamento cipriota ha votato ieri sera contro il prelievo forzoso sui depositi bancari, una misura richiesta dalla troika come condizione per attivare il piano di salvataggio del Paese. I mercati scommettono ora che verrа trovata una soluzione alternativa con l’appoggio della Russia. Il ministro delle Finanze cipriota, Michael Sarris, ha dichiarato che i colloqui su un prestito da Mosca sono stati “costruttivi”. Nel pomeriggio sono circolate inoltre diverse voci, tra cui quella di una possibile vendita di Cyprus Popular Bank (CY0000200119) ad alcuni investitori russi.
Il settore bancario ha registrato una forte ripresa. Banca Popolare di Milano (IT0000064482) ha guadagnato l’11,1%. L’istituto di credito ha annunciato dei risultati migliori delle attese, il Consiglio di Gestione ha oltre a ciт approvato la proposta di trasformazione in societа per azioni. Tra gli altri bancari UBI Banca (IT0003487029) ha guadagnato il 3,7%, Banco Popolare (IT0004231566) il 4,5%, Banca Popolare dell’Emilia Romagna (IT0000066123) il 5,9%, Intesa Sanpaolo (IT0000072618) il 2,8%, UniCredit (IT0000064854) il 4%, Mediobanca (IT0000062957) il 3,4% e Banca MPS (IT0001334587) il 2,8%.
Mediaset (IT0001063210) ha guadagnato il 5,5%. Goldman Sachs ha alzato il suo rating sul titolo dell’operatore televisivo da “Sell” a “Neutral”.
Fiat (IT0001976403) ha perso controtendenza lo 0,9%. Il CEO Sergio Marchionne ha avvertito che trading profit calerа nel primo trimestre su base tendenziale.
Migliori Peggiori
Banca Pop Milano +11,1% Fiat -0,9%
Ansaldo STS +5,9% Saipem -0,2%
Banca Pop Emilia Rom +5,9% Pirelli +0,0%
Mediaset +5,5% Exor +0,0%
Mediobanca +4,7% Mediolanum +0,1%
Redazione Borsainside 18:08

20 Marzo, 2020
4) Le borse europee tornano a salire, EuroStoxx 50 +1,4%
Quasi tutti i principali indici azionari europei hanno chiuso oggi in rialzo. Il CAC40 a Parigi ha guadagnato l’1,4%, il FTSE MIB a Milano il 2,2%, l’IBEX 35 a Madrid l’1,2%, il DAX a Francoforte lo 0,7% e lo SMI a Zurigo lo 0,8%. Il FTSE 100 a Londra ha perso lo 0,1%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, и salito dell’1,4%.
I mercati scommettono che verrа trovata una soluzione alla crisi di Cipro con l’appoggio della Russia. Il ministro delle Finanze cipriota, Michael Sarris, ha dichiarato che i colloqui su un prestito da Mosca sono stati “costruttivi”. Nel pomeriggio sono circolate inoltre diverse voci, tra cui quella di una possibile vendita di Cyprus Popular Bank (CY0000200119) ad alcuni investitori russi.
I bancari sono rimbalzati. Royal Bank of Scotland (GB0006764012) ha guadagnato il 2,3%, Deutsche Bank (DE0005140008) l’1,4%, BNP Paribas (FR0000131104) il 3,1%, Intesa Sanpaolo (IT0000072618) il 2,8%, BBVA (ES0113211835) il 2,4%.
Vivendi (FR0000127771) ha chiuso in rialzo del 4,4%. Secondo delle indiscrezioni raccolte da “Bloomberg” il conglomerato starebbe studiando uno spin-off della sua unitа telefonica.
Mediaset (IT0001063210) ha guadagnato il 5,5%. Goldman Sachs ha alzato il suo rating sul titolo dell’operatore televisivo da “Sell” a “Neutral”.
La debolezza dei prezzi dei metalli di base ha penalizzato i minerari. Anglo American (GB00B1XZS820) ha perso il 2,6%, BHP Billiton (GB0000566504) l’1%, Eurasian Natural Resources (GB00B29BCK10) l’1,9% e Xstrata (GB0031411001) l’1,3%.
Fiat (IT0001976403) ha perso lo 0,9%. Il CEO Sergio Marchionne ha avvertito che trading profit calerа nel primo trimestre su base tendenziale.
Redazione Borsainside 18:57

20 marzo 2020 19:03 NEW YORK
La Fed non cambia nulla, vede moderata crescita dell’economia
Come atteso da Wall Street il FOMC (Federal Open Market Committee), il comitato esecutivo della Federal Reserve, ha annunciato di aver deciso di lasciare i suoi tassi d’interesse in un range compreso tra lo 0,00% e lo 0,25%. Il FOMC ha confermato inoltre che continuerа ad acquistare asset per $85 miliardi al mese.
Secondo il FOMC gli ultimi dati avrebbero segnalato un ritorno ad una moderata crescita economica dopo la pausa registrata alla fine dello scorso anno. Tuttavia la Banca Centrale degli USA continua a ritenere che i rischi rimangano al ribasso.
La Fed ha tagliato leggermente le sue previsioni sulla crescita del PIL per il 2020 da 2,3-3,0% a 2,3-2,8%, per il 2020 da 3,0-3,5% a 2,9-3,4% e per il 2020 da 3,0-3,7% a 2,9-3,7%.
Le previsioni per il tasso di disoccupazione sono state riviste al ribasso, per il 2020 dal 7,4-7,7% al 7,3-7,5%, per il 2020 dal 6,8%-7,3% al 6,7-7,0% e per il 2020 dal 6,0-6,6% al 6,0-6,5%. Nel lungo termine la Fed si attende un tasso di disoccupazione tra il 5,2% e il 6,0%.
La Fed ha tagliato le sue stime sull’inflazione per quest’anno. La nuova forchetta per il PCE core prevede per il 2020 un aumento tra l’1,5% e l’1,6% (da 1,6-1,9%). Le stime per il 2020 e il 2020 sono state ritoccate solo lievemente, rispettivamente da 1,6-2,0% a 1,7-2,0% e da 1,8-2,0% a 1,8-2,1%.
Redazione Borsainside 19:03

20 Marzo, 2020
5) Le Borse dell’Europa dell’Est chiudono in rialzo, Budapest la migliore
Tutte le principali borse dell’Europa dell’Est hanno chiuso oggi in rialzo.

L’indice RTS ha guadagnato a Mosca lo 0,7% a 1.489,34 punti. I volumi di scambio sono aumentati rispetto a ieri e sono stati al di sopra della media. I mercati scommettono che verrа trovata una soluzione alla crisi di Cipro con l’appoggio della Russia. Il ministro delle Finanze cipriota, Michael Sarris, ha dichiarato che i colloqui su un prestito da Mosca sono stati “costruttivi”. La Borsa di Mosca ha beneficiato inoltre della ripresa del prezzo del petrolio. Sberbank (RU0009029540) ha guadagnato l’1,2%, LSR (RU000A0JPFP0) ha perso il 2,6%.

Il WIG a Varsavia ha guadagnato lo 0,1%, il PX a Praga lo 0,1% e il BUX a Budapest l’1,7%.
Redazione Borsainside 19:52

Bernanke: Cipro non и un rischio, fin quando non c’и contagio negli altri paesi Ue
di: WSI Pubblicato il 20 marzo 2020 21:25 NEW YORK
NEW YORK (WSI) – Cipro non rappresenta una minaccia per l’economia americana o per il sistema finanziario e non ci sono segni di una bolla sul mercato azionario, ha detto il chairman della Federal Reserve Ben Bernanke in conferenza stampa a Washington. Bernanke ha detto che la Banca centrale Usa monitora la situazione a Cipro. “A questo punto, non vediamo un grande rischio per il sistema finanziario americano o per l’economia”, aggiungendo poco dopo “l’unico modo in cui potrebbero creare un problema e’ se la fuga dagli sportelli diventa in qualche modo contagiosa e gli altri paesi (d’Europa) perdono la fiducia”.
Il capo della Fed dice anche che il recente rialzo dei prezzi azionari a Wall Street non e’ ‘fuori linea’ rispetto alla serie storica. “Non penso sia una sorpresa se la borsa sale visto che c’e’ un ottimismo crescente sull’economia, e il miglioramento dei profitti e’ stato sostanziale”, ha detto Bernanke.
La Fed lascia invariato il costo del denaro. Il tasso sui Fed Funds resta in una forchetta fra lo 0 e lo 0,25%. La Fed ribadisce che i tassi resteranno bassi fino a che il tasso di disoccupazione non calerа al 6,5%, e annunciato che manterra’ le misure di stimolo all’economia, ribadendo che procederа con il piano di acquisti da 85 miliardi di dollari al mese, di cui 45 miliardi di dollari di titoli di stato e 40 miliardi di dollari di titoli legati al mutui.
Negli Stati Uniti si assiste “a un ritorno a una crescita economica moderata dopo la pausa dell’anno scorso”, tuttavia “restano rischi per l’economia”. Per questo motivo la Federal Reserve proseguirа con le misure di stimolo all’economia, in particolare con l’acquisto di titoli garantiti da mutui per 40 miliardi di dollari al mese e di titoli di stato per 45 miliardi di dollari. E’ quanto si legge nel comunicato del Fomc, il braccio di politica monetaria della Banca Centrale, diffuso al termine della riunione di due giorni durante la quale si и deciso di lasciare i tassi di interesse fermi a un range tra lo 0 e lo 0,25%. Un livello a cui resteranno finchй il tasso di disoccupazione и al di sopra del 6,5% e l’inflazione si mantiene al di sotto del 2,5%. La decisione del Fomc и stata approvata con undici voti favorevoli e uno contrario, quello del governatore della Fed di Kansas City Elizabeth Duke.
La Federal Reserve ha abbassato di misura le stime sulla crescita dell’anno in corso e per i prossimi due anni. La Banca centrale americana ha anche abbassato le previsioni sulla disoccupazione per quest’anno. Per il 2020, la Banca Centrale americana attende ora una crescita del prodotto interno lordo tra il 2,3 e il 2,8%, meno del range tra il 2,3 e il 3% stimato a dicembre. Le stime diffuse dalla Banca Centrale americana sono arrivate al termine della riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Banca Centrale, durante la quale i tassi di interesse sono rimasti fermi a un range tra lo 0 e lo 0,25%. Le precedenti erano state pubblicate dopo il meeting della Fed dell’11-12 dicembre 2020. Quest’anno il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi all’interno di una forchetta tra il 7,3 e il 7,5%, meno del range tra il 7,4 e il 7,7% previsto in precedenza. Per quanto riguarda l’inflazione, il dato 2020 si dovrebbe attestare tra l’1,3 e l’1,7%, contro il range tra l’1,3 e il 2% precedente, mentre per la componente “core”, quella epurata dalle componenti piщ volatili come i prezzi di energia e generi alimentari, le stime sono ora per una forchetta tra l’1,5 e l’1,6%, meno della range tra l’1,6 e l’1,9% precedente.
La situazione a Cipro e’ ”difficile” ma ”non penso che avra’ un impatto enorme” ed in ogni caso ”non pone rischi seri per il sistema finanziario e per l’economia gli Stati Uniti”. Lo ha detto il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, nel corso di una conferenza stampa seguita alla riunione del Fomc. ”E’ un problema difficile – ha detto – perche’ il Paese sta affrontando nodi sia fiscali che di capitalizzazione delle banche. C’e’ anche una forte tensione politica per capire come ottemperare alle richieste dell’Eurogruppo di contribuire al salvataggio”.
”Ci sono molte incertezze e difficolta’ – ha aggiunto Bernanke – e ci si interroga su come la questione sia affrontata, su quale implicazioni ci potrebbero essere per altri Paesi”. Secondo il numero uno della Fed ”ci saranno delle conseguenze, ma detto questo il voto e’ andato male e i mercati sono comunque andati su. Non penso che l’impatto sia stato enorme”. ”Stiamo monitorando la situazione – ha concluso – e speriamo che gli europei trovino una soluzione idonea e equa. Ma in questa fase non vediamo un serio rischio per il sistema finanziario e per l’economia degli Stati.

21 Marzo, 2020
6) Borse dell’America Latina: San Paolo -0,6%, Cittа del Messico +1%
La maggior parte delle borse dell’America Latina ha chiuso in rialzo.

Il Bovespa a San Paolo ha perso lo 0,6% a 56.030,03 punti. Sul mercato azionario brasiliano hanno pesato le forti perdite del settore delle utilities. Cia. Energetica de Minas Gerais (BRCMIGACNPR3) ha chiuso in ribasso del 14%. Le autoritа di regolazione hanno ridotto di circa il 24% la valutazione degli asset per cui la compagnia ha il diritto di alzare le sue tariffe per l’energia elettrica. Sulla scia di Cia. Energetica de Minas Gerais Eletropaulo Metropolitana (BRELPLACNPB0) ha perso il 4,2% e Centrais Eletricas Brasileiras (BRELETACNOR6) il 4,3%. Dopo le forti perdite di ieri Vale (BRVALEACNPA3) ha guadagnato il 2%. L’Australia ha alzato le sue previsioni sul prezzo del minerale di ferro nel 2020. Petroleo Brasileiro (BRPETRACNPR6) ha chiuso in ribasso dell’1,3% nonostante il prezzo del petrolio abbia registrato una ripresa.

Tra gli altri indici del continente sudamericano l’IPC a Cittа del Messico ha guadagnato l’1%, il Merval a Buenos Aires l’1,9%, il General a Lima lo 0,2%, l’IPSA a Santiago del Cile lo 0,6% e l’IBVC a Caracas lo 0,2%. Il Colcap a Bogotа ha perso lo 0,1%.
Redazione Borsainside 00:49

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