Azioni Richemont scatenato contro i falsari

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Azioni: si scatenano le vendite a Tokyo

Chi scommette sulle opzioni binarie, in genere, ha sempre qualche cartuccia da sparare anche nel mondo dell’azionariato. Ecco qualche consiglio per chi diversifica gli investimenti affidandone una parte alla borsa.

Nella prima giornata di contrattazioni di giugno, il mercato delle opzioni binarie legate alle azioni è preoccupato per la vendita scatenata sui listini. Ad incidere parecchio sulle vendite ci sono le nuove prospettive sull’economia cinese.

La Cina, con il suo rallentamento fa male soprattutto al Giappone che in un semestre, a maggio, a messo a segno il primo mese in calo. Per quanto riguarda l’Italia occorre specificare che tutto sommato il nostro paese ha tenuto bene visto lo spread tra Btp e Bund si è mantenuto intorno ai 265 punti base.

Sul fronte delle materie prime, invece, si registra il calo del prezzo del petrolio legato alle nuove decisioni prese dall’Opec a riguardo. Se poi si allarga l’orizzonte al Vecchio Continente, da tempo bersagliato dalla crisi, ci si accorge che il PMI dell’Eurozona è in crescita ma l’economia in tutto il Vecchio Continente resta comunque nel recinto della contrazione.

La Borsa di Tokyo che, come abbiamo detto, è quella maggiormente colpita a livello azionario dal rallentamento della Cina, deve questo crollo anche alla politica monetaria espansionista e al rafforzamento dello yen rispetto al dollaro.

Il lusso contro i falsari

L’economia del lusso tiene in piedi i listini italiani. In più di un’occasione s’è visto che i marchi legati ai beni di lusso, hanno sopravvissuto meglio alla crisi anche per il fatto che sono più esposti e più attivi sui listini internazionali. Oggi, quindi, sembra più che mai necessario che le imprese del lusso s’impegnino direttamente nella lotta contro i falsari.

I primi a scendere in campo sono i giudici del tribunale di New York che hanno puntato il dito contro alcuni falsari cinesi che hanno sfruttato la potenza del web per costruire una vera e propria roccaforte in grado di custodire e commercializzare beni falsi.

I falsari cinesi in questione si occupavano soprattutto della contraffazione di orologi di lusso. I primi ad indignarsi per questo “traffico alternativo” sono stati i manager del gruppo svizzero Richemont che hanno ricorso al tribunale americano per mettere al sicuro il loro business. I due personaggi incriminati sono Tony Chen e Fan Bao Dian che commerciavano prodotti dei marchi Cartier, Baume&Mercier e Jaeger-LeCoultre.

Il commercio di questi falsi beni veniva effettuato su 2700 siti internet diversi di cui è stata disposta la chiusura.

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Richemont lancia opa da 2,7 mld su Yoox Net-A-Porter

Il colosso del lusso propone 38 euro per azione contro i 30,26 euro di chiusura di venerdì, un premio del 25%. Marchetti consegna tutte le sue azioni per un valore di quasi 200 mln. Yoox aveva debuttato in borsa nel 2009 a 4 euro. Akros: possibile contro offerta da un colosso dello stesso settore. Banca Imi: consegnare le azioni. Titolo +24,55% a 37,65 euro

di Elena Dal Maso MF – Numero 016 pag. 2 del 23/01/2020

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Compagnie financière Richemont, colosso svizzero del lusso con sede a Ginevra e quotato a Zurigo (controlla marchi quali Cartier e Montblanc), ha lanciato un’opa sul 100% delle azioni ordinarie Yoox Net-A-Porter non ancora in suo possesso, quindi il 75,03%, attraverso il veicolo Rlg Italia Holding. Il prezzo offerto è pari a 38 euro per azione in contanti e riguarderà 68.463.120 azioni (pari al 75,03%) più eventuali altre 2.328.454 azioni che potrebbero essere emesse come stock option per i manager. Si arriva a 70.791.574 milioni di azioni, che saranno pagate dal colosso svizzero del lusso 2,69 miliardi di euro per una valorizzazione della società quotata a Piazza Affari di 5,3 miliardi di euro. Il prezzo incorpora un premio del 25,6% rispetto al valore di chiusura di YNap di venerdì 19 (30,26 euro) e del 27% sul valore medio ponderato dei tre mesi precedenti. Ieri il titolo si è alquanto avvicinato al prezzo d’opa chiudendo a 37,56 euro, con un balzo del 24,1%.

Nel marzo 2020 Yoox e Richemont, quest’ultimo creato 30 anni fa dal magnate sudafricano Johann Peter Rupert e azionista di controllo di Net-a-Porter, avevano fuso i due retailer online con un’operazione carta contro carta che aveva dato vita a un colosso dell’e-commerce del lusso. All’epoca si era deciso di lasciare il gruppo creato da Marchetti quotato a Piazza Affari. Ora invece se Richemont raccoglierà oltre il 95% delle azioni sul mercato partirà il delisting del titolo da Milano e avrà luogo la fusione per incorporazione di YNap nel gruppo svizzero. Quest’ultimo ha specificato che la sede di Ynap resterà comunque in Italia e che le attività continueranno a operare separate.

In merito all’opa Banca Akros ha messo in rilievo due punti: da un lato il fatto che il prezzo di 38 euro costituisce 60 volte il p/e atteso per il 2020. Dall’altro non ha escluso che il valore del titolo possa superare 38 euro in caso di un’offerta alternativa da qualche altro colosso dello stesso settore. Per Banca Imi il prezzo offerto è in linea con la valutazione di 37,5 euro ad azione al 2020, di conseguenza vengono scontate le potenziali sinergie dell’accordo. E consiglia quindi di apportare i titoli all’opa. mentre Roberto Russo, ad di Assiteca sim, consiglia di «attendere l’ultimo giorno prima di vendere» e tra gli artefici di eventuali rilanci sul prezzo inserisce anche colossi quali Amazon e Alibaba.

Tra gli azionisti di Ynap chiamati a decidere sull’operazione ci sono principalmente Capital Research con il 10,1%, Renzo Rosso e Federico Marchetti con il 5,7% ciascuno, Schroders ha il 5% per conto della clientela, Alabbar enterprises (imprenditore del lusso degli Emirati arabi) detiene il 3,9%. Richemont specifica nel suo comunicato che «Federico Marchetti ha assunto l’impegno irrevocabile di apportare all’offerta tutte le proprie azioni». Per lui l’incasso si aggirerà sui 198 milioni di euro. Lo stesso dicasi per Renzo Rosso, se il fondatore di Diesel apporterà il suo pacchetto all’offerta pubblica. Yoox in una nota ha comunicato che il cda della società si è riunito ieri dopo aver ricevuto da Richemont l’annuncio dell’offerta e ha deliberato una deroga allo standstill, assunto dalla stessa Richemont ai sensi dell’art. 5.1 del patto parasociale sottoscritto il 31 marzo 2020 tra Ynap, Cfr e Richemont Holdings.

Yoox ha così fornito il consenso all’acquisto da parte di Richemont di azioni o altri strumenti finanziari di Ynap nell’ambito dell’offerta. Il patto parasociale infatti impedisce a Cfr e sue affiliate, senza il preventivo consenso scritto della società, di acquistare azioni o altri strumenti finanziari di Ynap sino al 5 ottobre 2020, ossia per un periodo di tre anni successivi alla data di efficacia della fusione tra Yoox e NetA-Porter. «Come ha dichiarato Richemont», ha osservato Marchetti, fondatore di Yoox e ad di YNap, «il razionale dell’operazione è investire ulteriori risorse con l’obiettivo di accelerare il solido percorso di crescita di Ynap e rafforzarne la posizione di leadership nel lungo termine nel settore del lusso online. Questo si tradurrà in maggiori investimenti in prodotto, tecnologia, logistica, persone e marketing. YNap continuerà a essere gestita come società distinta, garantendo così la neutralità e attrattività della propria piattaforma per tutti i marchi del lusso. La sede rimarrà in Italia».

Da imprenditore, ha precisato Marchetti, «ricordo il duro lavoro e l’emozione per la quotazione di Yoox nel 2009, quando debuttammo in borsa a poco più di 4 euro per azione e i nostri ricavi erano di circa 150 milioni. Creare qualcosa di ancora più grande è sempre stato il mio sogno, che si è concretizzato con la fusione di Yoox e Net-A-Porter nel 2020, una visione condivisa con Richemont. Grazie all’eccellente lavoro di entrambe le squadre abbiamo creato, in un paio d’anni, il leader mondiale nel settore del lusso online, con oltre 2 miliardi di ricavi».

Marchetti ha aggiunto che «Quasi 20 anni dopo aver inventato Yoox, sono sempre più affascinato dalla magia di Ynap. La prospettiva di non possedere più il 4% del capitale azionario (3,9% del capitale sociale totale, ndr) non cambia assolutamente il mio impegno imprenditoriale in Ynap. La mia motivazione è sempre stata sognare e innovare per i nostri clienti e questo non cambierà negli anni a venire».
«Compagnie financière Richemont», scrive il gruppo svizzero, «ha sostenuto Net-A-Porter sin dalle fasi iniziali del suo sviluppo, diventandone prima investitore di minoranza e successivamente azionista di controllo nel 2020. Dalla fusione tra Net-A-Porter e Yoox nel 2020, Compagnie financière Richemont ha continuato a sostenere il gruppo risultante da tale fusione quale suo azionista di maggioranza relativa, convinto che l’e-commerce offrisse un’opportunità di mercato molto rilevante e rimanendo positivamente colpito dalla qualità del management di Ynap guidato da Federico Marchetti». Ynap è stata assistita da BofA Merrill Lynch e da Mediobanca come advisor finanziari, Gatti Pavesi Bianchi come consulente legale. (riproduzione riservata)

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